Iran distribuisce sussidi mensili per placare le proteste

Pubblicato: 05/01/2026, 19:21:225 min
Scritto da
Redazione
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Iran distribuisce sussidi mensili per placare le proteste
Il governo offre 7 dollari al mese a ogni cittadino per alleviare la crisi economica

Di fronte a una settimana di proteste in 40 città, le autorità iraniane hanno annunciato un programma di aiuti finanziari: ogni cittadino riceverà un milione di toman (circa 7 dollari) al mese per quattro mesi. La misura risponde alla crisi economica causata da sanzioni internazionali, svalutazione della valuta e inflazione al 52 percento.

La crisi economica che ha scatenato le proteste

L'Iran affronta una situazione economica critica da anni, aggravata da sanzioni internazionali prolungate legate al programma nucleare. Nel dicembre 2025, il tasso di inflazione ha raggiunto il 52 percento su base annua, erodendo ulteriormente il potere d'acquisto dei cittadini. La valuta nazionale ha perso oltre un terzo del suo valore rispetto al dollaro americano nell'ultimo anno, creando un'ondata di scontento diffuso nella popolazione.

Con una popolazione di oltre 85 milioni di abitanti, il salario minimo mensile in Iran si aggira intorno ai 100 dollari, mentre gli stipendi medi si attestano attorno ai 200 dollari. Questi livelli di reddito, già bassi per gli standard regionali, sono stati ulteriormente colpiti dalla svalutazione della moneta nazionale e dall'aumento dell'inflazione. La combinazione di questi fattori ha spinto migliaia di iraniani a scendere in piazza per protestare contro le difficoltà economiche.

Le manifestazioni hanno coinvolto almeno 40 città diverse, principalmente di medie dimensioni e situate nella parte occidentale del paese. Secondo i dati ufficiali, le proteste hanno causato almeno 12 morti, inclusi membri delle forze di sicurezza. Questo contesto di tensione sociale ha costretto il governo a cercare soluzioni rapide per contenere il malcontento pubblico.

Il programma di sussidi: come funziona

Il governo iraniano ha annunciato un programma di aiuti finanziari senza precedenti, attraverso il quale ogni cittadino riceverà un milione di toman (circa 7 dollari) al mese per quattro mesi consecutivi. Secondo la portavoce governativa Fatemeh Mohajerani, gli importi saranno accreditati direttamente sui conti bancari dei cittadini sotto forma di credito, non di denaro contante. Questo sistema consente l'acquisto di beni essenziali e riduce i rischi legati alla circolazione di contanti.

La scelta di utilizzare il credito digitale anziché il denaro contante riflette le abitudini di pagamento degli iraniani, che utilizzano prevalentemente telefoni cellulari e carte di debito per le transazioni quotidiane. Questo approccio consente al governo di distribuire i fondi in modo rapido ed efficiente, tracciando al contempo l'utilizzo dei sussidi. Le autorità hanno sottolineato che l'obiettivo della misura è "ridurre la pressione economica sulla popolazione".

Il programma è stato presentato come una misura d'emergenza temporanea, valida per quattro mesi. Il governo non ha ancora comunicato se l'assegno mensile potrà essere prorogato oltre questo periodo iniziale. Questa incertezza sulla durata della misura rappresenta un elemento critico nel valutare l'efficacia reale del programma nel risolvere i problemi strutturali dell'economia iraniana.

La risposta del governo alle manifestazioni

La reazione del governo iraniano alle proteste ha mostrato un tono più conciliante rispetto al passato. La Guida Suprema Ali Khamenei ha dichiarato che i manifestanti possono essere negoziati, ma i rivoltosi non saranno tollerati. Khamenei ha affermato: "Parliamo con i manifestanti, i funzionari devono parlare con loro. Ma non c'è alcun beneficio nel parlare con i rivoltosi. I rivoltosi devono essere messi al loro posto."

Nonostante il tono conciliante verso i manifestanti pacifici, le autorità hanno mantenuto una posizione ferma contro coloro che considerano "rivoltosi". Il governo ha anche accusato potenze straniere, in particolare gli Stati Uniti e Israele, di influenzare direttamente le proteste, sebbene senza fornire prove concrete di queste affermazioni. Questo atteggiamento rivela la tensione tra il desiderio di placare il malcontento e la necessità di mantenere il controllo della situazione.

I media iraniani hanno riportato le proteste in modo più trasparente rispetto a episodi precedenti, e l'accesso a internet è rimasto largamente accessibile durante le manifestazioni. Questi segnali suggeriscono che il governo sta adottando una strategia comunicativa diversa, probabilmente calcolata per ridurre le tensioni senza compromettere l'autorità dello Stato.

Prospettive future e sfide strutturali

Sebbene il programma di sussidi rappresenti un tentativo immediato di alleviare la pressione economica, rimangono dubbi sulla sua efficacia nel risolvere i problemi di fondo dell'economia iraniana. Un assegno mensile di 7 dollari, per quanto utile nel breve termine, rappresenta una frazione minima del salario minimo mensile di 100 dollari. Le sfide strutturali legate alle sanzioni internazionali e alla gestione economica richiedono soluzioni più profonde e durature.

La misura potrebbe essere interpretata come un riconoscimento implicito da parte del governo della gravità della situazione economica. Tuttavia, la natura temporanea del programma e l'assenza di un piano chiaro per affrontare le cause radici dell'inflazione e della svalutazione della valuta suggeriscono che questa potrebbe essere una soluzione tattica piuttosto che strategica. Gli analisti osservano che il successo della misura dipenderà dalla capacità del governo di stabilizzare l'economia nei prossimi mesi.

La comunità internazionale continua a monitorare la situazione in Iran, con particolare attenzione alle negoziazioni sul programma nucleare e alle possibili modifiche alle sanzioni economiche. Qualsiasi cambiamento nel panorama geopolitico potrebbe influenzare significativamente la traiettoria economica del paese e, di conseguenza, l'efficacia dei programmi di aiuto come quello annunciato. Nel frattempo, gli iraniani rimangono in attesa di vedere se questa misura rappresenterà l'inizio di un cambiamento più ampio.

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