Aurora Livoli, svolta nel giallo: fermato un cittadino peruviano

Pubblicato: 02/01/2026, 13:40:065 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Aurora Livoli, svolta nel giallo: fermato un cittadino peruviano
Le telecamere incastrano l'uomo accusato di omicidio volontario. L'autopsia rivela i dettagli della tragedia a Milano

Un cittadino peruviano di 57 anni è stato fermato con l'accusa di omicidio volontario nel caso di Aurora Livoli, la diciannovenne trovata morta il 29 dicembre nel cortile di un condominio in via Paruta a Milano. L'identificazione dell'uomo è avvenuta grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza che lo riprendevano insieme alla ragazza la notte del 28 dicembre. L'autopsia è in corso per stabilire le cause del decesso e chiarire la dinamica della morte.

Il ritrovamento e l'identificazione della vittima

Aurora Livoli, una ragazza di 19 anni originaria di Fondi in provincia di Latina, è stata trovata morta il 29 dicembre nel cortile di un condominio in via Paruta, alla periferia di Milano. Il corpo della giovane presentava evidenti segni di violenza, in particolare lividi sul collo che fanno sospettare uno strangolamento. La ragazza era scomparsa da casa il 4 novembre e la sua scomparsa era stata denunciata il 10 dicembre, scatenando una ricerca che si è conclusa tragicamente con il ritrovamento del cadavere.

Inizialmente, l'identificazione di Aurora è stata complicata dall'assenza di documenti e cellulare sul corpo. La Procura ha autorizzato la diffusione di un'immagine dalle telecamere di sicurezza che mostrava il volto della ragazza, permettendo ai genitori di riconoscerla formalmente. Questo appello pubblico si è rivelato decisivo per dare un nome alla vittima e avviare le indagini sulla sua morte.

Aurora si era diplomata all'istituto Pacinotti di Fondi e aveva proseguito gli studi iscrivendosi a Scienze Chimiche presso l'Università Sapienza di Roma. Secondo quanto riferito dallo zio Massimo Basile, la ragazza non aveva mai manifestato disagi psicologici patologici, ma solo situazioni generazionali comuni. La sua scomparsa e morte hanno lasciato la famiglia in uno stato di shock, ancora in attesa di risposte dalle indagini.

L'uomo fermato e le prove dalle telecamere

Un cittadino peruviano di 57 anni è stato fermato e indagato per omicidio volontario nel caso di Aurora Livoli. L'identificazione dell'uomo è avvenuta grazie al lavoro degli investigatori e alle immagini delle telecamere di sorveglianza che lo riprendevano insieme alla ragazza la notte tra il 28 e il 29 dicembre. Le telecamere hanno documentato i movimenti della coppia nei pressi del condominio di via Paruta, fornendo prove cruciali per l'accusa.

Secondo le ricostruzioni, l'uomo avrebbe aggredito una donna alla stazione Cimiano della metropolitana verde per tentare una rapina, pochi minuti prima di incontrare Aurora. Successivamente, i due si sarebbero incamminati insieme verso il super condominio di via Paruta. Le immagini delle telecamere hanno ripreso l'uomo mentre passeggiava accanto ad Aurora, fornendo un collegamento diretto tra il sospettato e la vittima nelle ore precedenti la morte.

Le telecamere hanno documentato anche i movimenti dell'uomo dopo l'ingresso nel condominio. L'uomo è stato ripreso in uscita dal super condominio attorno all'una di notte, da solo, per poi rientrare e allontanarsi definitivamente intorno alle 3.30 in direzione Cascina Gobba. La mattina seguente, il cadavere semi svestito di Aurora è stato scoperto nel cortile interno, con un giubbotto adagiato sulla parte superiore del corpo completamente nuda.

L'autopsia e gli elementi investigativi

L'autopsia sul corpo di Aurora è stata avviata presso l'Istituto di Medicina legale di Milano per accertare le cause del decesso e raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini. L'esame autoptico dovrà stabilire se i lividi sul collo siano compatibili con uno strangolamento e se la ragazza abbia subito abusi prima di morire. I risultati dell'autopsia saranno fondamentali per confermare o escludere l'ipotesi di omicidio volontario.

Accanto al corpo di Aurora sono stati rinvenuti i pantaloni di un pigiama rosso sui quali sono in corso analisi per determinare a chi appartengano. L'assenza di documenti e cellulare sul corpo della ragazza ha complicato inizialmente le indagini, ma i carabinieri stanno cercando il telefono per ricostruire, grazie ai tabulati telefonici, gli ultimi movimenti e contatti della diciannovenne. Questi elementi potrebbero fornire prove cruciali sulla dinamica degli eventi.

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, sottolineando che ogni ipotesi resta al vaglio in attesa degli esiti medico-legali e degli accertamenti investigativi. Lo zio della ragazza, avvocato Massimo Basile, ha dichiarato che la famiglia aspetta le risultanze istruttorie per fare chiarezza sugli ultimi circa 50 giorni di allontanamento di Aurora da casa.

Il contesto della scomparsa e le indagini in corso

Aurora si era allontanata da casa il 4 novembre senza fornire spiegazioni, e la sua scomparsa era stata denunciata il 10 dicembre quando la famiglia non aveva più sue notizie. Durante i quasi due mesi di assenza, la ragazza ha vissuto a Milano senza soldi apparenti, sollevando interrogativi su come sia riuscita a sopravvivere e quali persone abbia frequentato. I carabinieri stanno ricostruendo i movimenti della giovane, compreso dove fosse solita trascorrere la notte e come abbia mantenuto i contatti durante questo periodo.

Le indagini si concentrano anche sulla ricerca del cellulare di Aurora, un elemento cruciale per comprendere i suoi ultimi movimenti e i contatti che aveva mantenuto. I tabulati telefonici potrebbero rivelare conversazioni importanti e spostamenti tracciabili attraverso le celle telefoniche. Inoltre, gli investigatori stanno cercando di identificare altre persone che la ragazza potrebbe aver frequentato durante la sua permanenza a Milano.

La famiglia di Aurora rimane in attesa di risposte concrete dalle indagini. Lo zio Massimo Basile ha sottolineato che la ragazza non aveva mai manifestato disagi psicologici patologici che potessero spiegare il suo improvviso allontanamento da casa. Le circostanze della sua morte e il periodo di scomparsa rimangono ancora largamente avvolti nel mistero, con le autorità che continuano a lavorare per ricostruire la verità su quanto accaduto alla diciannovenne.

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