Taiwan 2026: Cina attacca o deterrenza regge?

Pubblicato: 02/01/2026, 13:24:232 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Taiwan 2026: Cina attacca o deterrenza regge?
Tensioni nello Stretto: Pechino prova i muscoli

Un'analisi delle crescenti esercitazioni militari cinesi attorno a Taiwan all'inizio del 2026

Escalation cinese nello Stretto di Taiwan

Le tensioni nello Stretto di Taiwan hanno raggiunto nuovi picchi all'inizio del 2026, con Pechino che ha intensificato le sue esercitazioni militari. L'Esercito Popolare di Liberazione ha condotto operazioni denominate 'Missione Giustizia 2025', coinvolgendo navi da guerra, jet da combattimento, robot umanoidi e cani robotici armati. Queste manovre hanno simulato un blocco dei porti e degli accessi vitali dell'isola, causando la cancellazione di voli internazionali e interni. Il lancio di razzi osservato da Pingtan, l'isola cinese più vicina a Taiwan, ha ulteriormente alzato la posta, segnalando una prova di forza mirata a dimostrare la capacità di isolare economicamente Taipei.

Le autorità taiwanesi hanno rilevato oltre 130 aerei e 22 navi cinesi in sole 24 ore, un dispiegamento massiccio che supera le incursioni aeree routinarie. Queste attività non sono isolate: seguono un terremoto che ha colpito le acque settentrionali dell'isola, interrompendo temporaneamente la produzione di TSMC, leader mondiale nei semiconduttori. Pechino sfrutta il 2026 per monitorare la politica taiwanese e rafforzare i legami economici tra le due sponde, puntando a concessioni da Washington sotto l'amministrazione Trump.

Il contesto geopolitico amplifica queste azioni: Xi Jinping ha fissato l'obiettivo di unificare Taiwan entro il 2027, e le esercitazioni servono a normalizzare la pressione militare. Mentre il mondo osserva, queste operazioni complesse – che includono aviazione, marina e forze missilistiche – testano la resilienza dello status quo, preparando il terreno per negoziati o ulteriori escalation.

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