Per il cenone di Capodanno 2025 gli italiani sborseranno oltre 2 miliardi di euro, ma con un budget pro capite in calo del 32% rispetto al 2024. I menu salgono di prezzo, spingendo famiglie a ridurre portate e qualità, in un contesto di caro-vita persistente.
La Spesa Totale per il Cenone di Capodanno
Gli italiani si preparano a festeggiare l'arrivo del 2025 con il tradizionale cenone di Capodanno, che genererà una spesa complessiva superiore ai 2 miliardi di euro. Secondo un'indagine commissionata da Facile.it a EMG Different, oltre 28 milioni di persone tra i 18 e i 74 anni opteranno per questa celebrazione casalinga o familiare, rappresentando il 73% del campione intervistato. Questo giro d'affari, pur imponente, riflette un approccio più cauto rispetto agli anni precedenti, influenzato da fattori economici come l'inflazione e l'aumento dei costi alimentari. La stima tiene conto di variazioni regionali, con il Sud che guida i consumi.
Il budget medio pro capite si attesta a 49 euro, segnando un calo del 32% rispetto al 2024, come emerge dai dati dell'indagine EMG Different. Tale riduzione è attribuita principalmente al contesto macroeconomico, con redditi stagnanti e prezzi in crescita. Circa il 14% degli intervistati, pari a 2,2 milioni di individui, ha dichiarato di voler spendere meno rispetto all'anno scorso, citando l'aumento di altre spese (58%) e difficoltà finanziarie (41%). Nonostante ciò, un quarto degli italiani prevede di incrementare il budget, soprattutto al Centro e tra i 35-54enni.
Rispetto al Natale, che mobilita circa 17 miliardi di euro complessivi tra regali, cibo e viaggi, il cenone di Capodanno appare più contenuto. I consumi alimentari per le feste natalizie raggiungono i 3,1 miliardi, ma il focus su Capodanno evidenzia una spesa mirata e ridotta. Questa dinamica suggerisce una priorità data alle tradizioni familiari, con meno enfasi su eccessi, in un periodo di incertezza economica che spinge verso scelte più razionali e sostenibili.
Confronto con i Costi del Cenone Natalizio
Il cenone della Vigilia di Natale costa in media 46,41 euro a persona per un menu classico, con un rincaro del 5% sul 2024, superiore al +2% registrato per Capodanno (57,82 euro). L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato queste variazioni, evidenziando come i piatti tradizionali restino protagonisti, ma con adattamenti dovuti ai prezzi. La Vigilia vede una spesa media più bassa, forse per la minore portata dell'evento rispetto al brindisi di fine anno.
Per i menu low cost, la Vigilia si attesta a 26,52 euro (+3%), mentre Capodanno a 32,84 euro (+2%), confermando rincari diffusi anche nelle opzioni economiche. Federconsumatori introduce per la prima volta il concetto di menu 'ristretto', con tagli a portate che permettono risparmi fino al 52% a Natale e 61% a Capodanno. Il 31% delle famiglie ridurrà almeno una portata, privilegiando quantità e qualità inferiori per bilanciare i bilanci domestici in un contesto di stallo dei redditi.
Sky TG24 corrobora questi dati, sottolineando come i menù economici siano fino al 43% meno costosi dei classici, ma anch'essi in aumento. La differenza tra i due cenoni riflette abitudini consolidate: Natale più intimo e familiare, Capodanno più festoso ma contenuto nei costi totali. Questo confronto rivela una strategia di contenimento selettivo, con gli italiani che proteggono le spese natalizie prioritarie senza rinunciare del tutto alle celebrazioni.
Tendenze Regionali e Demografiche
Al Sud e nelle Isole, l'86% degli italiani festeggerà con il cenone, spendendo in media 59 euro pro capite, sopra la media nazionale di 49 euro. L'indagine Facile.it-EMG evidenzia come il Mezzogiorno mostri i numeri più alti, trainato da tradizioni radicate e maggiore propensione alla spesa festiva. Al contrario, Nord-Ovest (41 euro) e Nord-Est (40 euro) registrano valori inferiori, influenzati da costi della vita più elevati e stili di consumo diversi.
Per fasce d'età, i 55-64enni spendono 59 euro in media, mentre i 25-34enni si fermano a 42 euro, indicando una generazione giovane più attenta ai bilanci. Il 25% prevede di aumentare la spesa, con picchi al 32,5% tra i 35-54enni e al 30,7% al Centro Italia. Queste differenze demografiche riflettono disparità economiche e culturali, con il Sud che mantiene un'ottica più espansiva nonostante il calo generale.
Il caro-alimenti, salito del 25% negli ultimi cinque anni secondo Consumerismo, incide uniformemente, ma le regioni meridionali resistono meglio grazie a reti familiari solide. Al Nord, la preferenza per opzioni low cost o festeggiamenti alternativi emerge chiaramente, contribuendo al calo della spesa media nazionale e delineando un quadro frammentato di abitudini festive.
Motivazioni Economiche e Strategie di Risparmio
Il calo del budget è legato al caro-vita persistente, con prezzi alimentari in aumento e redditi fermi. Il 58% cita altre spese prioritarie, come bollette e mutui, mentre il 41% affronta difficoltà finanziarie dirette. Federconsumatori nota che solo il 30,2% opterà per ristoranti, preferendo casa o parenti per contenere i costi.
Strategie di risparmio includono menu ristretti e low cost, con riduzioni significative di portate. Il 14% spenderà meno, ma 4 milioni aumenteranno il budget, bilanciando ottimismo e prudenza. Questo mix riflette resilienza: tradizioni mantenute con creatività, come rivisitazioni di ricette classiche a minor costo.
In sintesi, il cenone 2025 simboleggia un'Italia pragmatica, che investe 2 miliardi in festa ma razionalizza le spese. Rispetto al Natale più generoso, Capodanno privilegia sobrietà, adattandosi a un'economia sfidante senza perdere lo spirito festivo. Tali tendenze potrebbero influenzare abitudini future, promuovendo consumi più sostenibili.
