Alla Scala trionfa il nero: glamour, assenze e record d’incassi alla Prima 2025

Pubblicato: 07/12/2025, 18:56:445 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Alla Scala trionfa il nero: glamour, assenze e record d’incassi alla Prima 2025
Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk conquista Milano con un incasso storico e un’atmosfera di raffinata eleganza

La Prima della Scala 2025 si conferma un evento di straordinario richiamo culturale e sociale, segnando un record d’incassi con un allestimento dominato da un elegante dress code nero e qualche sfumatura. Tra assenze significative e un cast di alto profilo, la serata ha unito tradizione e innovazione, confermando il Teatro alla Scala come fulcro della lirica mondiale.

Un debutto storico: incassi da record e pubblico sold out

La Prima della Scala del 7 dicembre 2025 ha registrato un incasso senza precedenti, sfiorando i 3 milioni di euro con 2.000 spettatori presenti, tutti i biglietti infatti sono andati esauriti con prezzi che oscillavano dai 150 euro fino a 3.200 euro per i posti più esclusivi in platea e palchi di prima fila. Questo risultato supera il precedente record della stagione 2024/2025, attestato a circa 2,6 milioni di euro, consolidando la Scala come uno degli eventi culturali più prestigiosi e ambiti a livello internazionale Adnkronos.

L’opera scelta per inaugurare la stagione, “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” di Dmitrij Šostakovič, ha contribuito in modo decisivo a questo successo. La partitura, caratterizzata da un taglio cinematografico e da una forte carica emotiva che spazia dalla violenza alla pietà, è stata valorizzata dalla regia di Vasily Barkhatov, giovane talento di 42 anni, e dalla direzione musicale di Riccardo Chailly, al suo dodicesimo debutto alla Scala. L’allestimento ha previsto otto repliche, ciascuna con un incasso medio tra 250 e 300 mila euro, rendendo lo spettacolo un asset fondamentale per la sostenibilità economica del teatro FermoNews.

Il costo complessivo della produzione si aggira tra 1,5 e 2 milioni di euro, un investimento che testimonia l’impegno della Scala nel mantenere elevati standard artistici e tecnici. Il sostegno degli sponsor ha giocato un ruolo importante nel raggiungimento di questo traguardo economico, permettendo al teatro di continuare a svolgere il suo ruolo di servizio pubblico e di eccellenza culturale riconosciuta a livello globale.

Il nero come protagonista: un dress code di eleganza e significato

La Prima 2025 si è distinta anche per un elemento estetico e simbolico molto marcato: il nero ha dominato la scena tra gli ospiti, trasformando la serata in un trionfo di eleganza sobria e sofisticata. Questo colore, scelto da molti partecipanti, ha rappresentato non solo un omaggio alla tradizione del gala milanese, ma anche una sorta di unione silenziosa e raffinata tra i presenti, che hanno voluto sottolineare con il loro abbigliamento il carattere solenne e intenso dell’opera in programma.

Accanto al nero, sono emerse alcune sfumature di colore, soprattutto nei dettagli degli abiti e negli accessori, che hanno conferito alla serata un tocco di personalità e modernità senza tradire la classicità dell’evento. Questa scelta stilistica ha contribuito a creare un’atmosfera di glamour discreto, in cui il rigore formale si è intrecciato con la creatività e l’individualità dei partecipanti.

L’importanza del dress code è stata sottolineata anche dalla stampa e dagli osservatori della moda, che hanno evidenziato come la predominanza del nero abbia fatto da cornice ideale a un’opera che mescola violenza, erotismo e grottesca comicità, rispecchiando così la complessità emotiva e narrativa della serata Corriere della Sera.

Assenze e presenze illustri: il volto sociale e culturale della Prima

La Prima della Scala è da sempre un appuntamento che unisce arte, società e politica, e anche quest’anno non sono mancati i nomi di spicco del mondo dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni. Tra i presenti si sono distinti artisti come Achille Lauro e Pierfrancesco Favino, insieme a figure di rilievo come la presidente di Adelphi Teresa Cremisi e il direttore di Classica HD Piero Maranghi, a testimonianza dell’ampio spettro di interessi che ruotano attorno all’evento.

Tuttavia, la serata ha registrato anche alcune assenze significative, che hanno suscitato commenti e riflessioni. Queste mancanze, pur non oscurando il successo complessivo, hanno evidenziato le dinamiche complesse che caratterizzano la partecipazione a un evento di tale portata, dove impegni personali o scelte strategiche possono influire sulla composizione del pubblico. Nonostante ciò, la qualità e la varietà delle presenze hanno garantito un clima di grande prestigio e attenzione mediatica.

L’evento ha inoltre visto la partecipazione di oltre 80 cronisti provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Lettonia, sottolineando l’importanza internazionale della Prima. La presenza di sovrintendenti di teatri lirici esteri, come la Staatsoper Unter den Linden di Berlino e l’Opera di Monaco, ha rafforzato il ruolo della Scala come punto di riferimento globale per la lirica e la cultura musicale Corriere della Sera.

Tra tradizione e innovazione: la Scala tra spettacolo e sostenibilità

La Prima 2025 ha rappresentato un perfetto equilibrio tra il rispetto della tradizione e l’innovazione artistica. La scelta di un’opera di Šostakovič, compositore noto per la sua capacità di fondere elementi drammatici e grotteschi, ha permesso di proporre al pubblico un’esperienza intensa e contemporanea, pur mantenendo il rigore e la qualità che da sempre contraddistinguono il Teatro alla Scala.

L’investimento economico, che si aggira tra 1,5 e 2 milioni di euro per la produzione, è stato accompagnato da una strategia attenta alla sostenibilità finanziaria del teatro, grazie anche agli incassi record e al supporto degli sponsor. Questo modello consente alla Scala di continuare a offrire spettacoli di altissimo livello, garantendo al contempo una gestione responsabile delle risorse e un servizio pubblico di eccellenza.

Infine, la stagione inaugurata con “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” si preannuncia ricca di appuntamenti di rilievo, con repliche programmate fino a fine dicembre che permetteranno a un pubblico più ampio di vivere l’emozione di uno spettacolo che ha già fatto la storia. La Scala conferma così il suo ruolo di faro culturale, capace di coniugare arte, società e innovazione in un contesto di prestigio internazionale Adnkronos.

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