Garlasco, il DNA e il movente: riaperto il caso Sempio

Pubblicato: 29/11/2025, 10:55:483 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Garlasco, il DNA e il movente: riaperto il caso Sempio

Un delitto irrisolto torna alla ribalta

Il caso di Garlasco, l'omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, continua a generare interesse e discussioni a quasi vent'anni di distanza. L'attenzione mediatica si è riaccesa con la riapertura delle indagini e l'iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, un amico del fratello della vittima. La vicenda, che ha visto la condanna definitiva di Alberto Stasi, fidanzato di Chiara all'epoca dei fatti, sembra destinata a nuovi sviluppi, alimentando interrogativi sul movente e sull'identità del vero colpevole. La mancanza dell'arma del delitto, a distanza di così tanto tempo, rimane uno dei punti oscuri di questa complessa vicenda giudiziaria.

La nuova perizia genetica e il ruolo del DNA

Un elemento cruciale nella riapertura del caso è rappresentato dalla nuova perizia genetica disposta nell'ambito dell'incidente probatorio. La genetista forense Denise Albani, incaricata di analizzare i reperti, ha evidenziato una "piena concordanza" tra l'aplotipo Y rilevato nel 2007 su due unghie di Chiara Poggi e la linea paterna del profilo biologico di Andrea Sempio. Questo dato, sebbene non costituisca una prova definitiva di colpevolezza, rappresenta un indizio significativo che ha spinto gli inquirenti ad approfondire le indagini. È importante sottolineare che l'aplotipo Y viene trasmesso di padre in figlio, e la sua presenza sulle unghie della vittima suggerisce un possibile contatto fisico con un individuo appartenente alla linea paterna di Sempio.

Il movente: un nodo ancora da sciogliere

Nonostante le nuove evidenze scientifiche, il movente dell'omicidio di Chiara Poggi rimane un aspetto nebuloso. Durante il processo a carico di Alberto Stasi, la Procura aveva ipotizzato un movente passionale, legato alla gelosia e al rifiuto da parte della vittima di una relazione più intima. Tuttavia, con la riapertura del caso e l'indagine su Andrea Sempio, si aprono nuove piste investigative. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i rapporti tra Sempio e la vittima, al fine di individuare eventuali elementi che possano aver innescato l'omicidio. La difficoltà risiede nel fatto che sono trascorsi molti anni dal delitto, e la memoria dei testimoni potrebbe essere offuscata dal tempo.

L'interesse mediatico e il ruolo del web

Il caso di Garlasco continua a suscitare un forte interesse mediatico, alimentato anche dalla presenza di numerosi contenuti online dedicati alla vicenda. Come ha sottolineato Gianluca Zanella, giornalista e fondatore di un canale dedicato al caso, milioni di persone seguono attivamente gli sviluppi dell'indagine attraverso il web. Questo interesse è dovuto, in parte, alla complessità del caso, ai numerosi colpi di scena e alla sensazione che la verità non sia ancora stata completamente svelata. La rete, in questo contesto, svolge un ruolo importante nel diffondere informazioni, alimentare il dibattito e stimolare la riflessione critica. Matteo Fabbri, genetista forense e docente dell'Università degli Studi di Ferrara, già consulente tecnico della difesa Stasi, ha sottolineato l'importanza di interpretare correttamente i dati genetici, evitando di trarre conclusioni affrettate. Secondo Fabbri, la presenza di un aplotipo Y compatibile con la linea paterna di Sempio sulle unghie della vittima non implica necessariamente la sua colpevolezza, ma richiede ulteriori approfondimenti investigativi per accertare le modalità del contatto e l'eventuale presenza di altre tracce biologiche.

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