La mobilitazione nazionale
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) ha proclamato una giornata di sciopero nazionale per il prossimo 28 novembre. La decisione, assunta a seguito di una lunga e complessa trattativa con la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg), mira a sbloccare il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, fermo ormai da anni. La mobilitazione coinvolgerà giornalisti di tutte le testate, sia cartacee che online, e rappresenta un momento cruciale per la difesa dei diritti e della dignità professionale della categoria. Lo sciopero è stato indetto per sollecitare un accordo che tenga conto delle mutate condizioni del lavoro giornalistico nell'era digitale e che garantisca tutele adeguate ai professionisti dell'informazione.
Le ragioni dello sciopero
Le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero sono molteplici e affondano le radici in una situazione di crescente precarietà e difficoltà per il settore dell'informazione. Tra le principali rivendicazioni della Fnsi vi è la necessità di adeguare le retribuzioni all'aumento del costo della vita, di tutelare i posti di lavoro di fronte alle sfide poste dalla digitalizzazione e di garantire condizioni di lavoro dignitose per tutti i giornalisti, compresi i collaboratori e i freelance. Un punto cruciale riguarda la definizione di nuove figure professionali legate al mondo del web e dei social media, con l'obiettivo di riconoscere e valorizzare le competenze dei giornalisti che operano in questi ambiti. Secondo Raffaele Lorusso, Segretario Generale della Fnsi, come riportato in diverse interviste rilasciate ai media, "il contratto nazionale di lavoro è uno strumento fondamentale per garantire la qualità dell'informazione e la libertà di stampa. Non possiamo permettere che venga svuotato di significato o che diventi un mero pezzo di carta". La Fnsi denuncia, inoltre, la crescente pressione esercitata dagli editori sui giornalisti, spesso costretti a lavorare in condizioni precarie e con retribuzioni inadeguate.
Solidarietà e adesioni
Nonostante non siano direttamente coinvolte dal contratto nazionale, diverse realtà editoriali che operano al di fuori del perimetro contrattuale hanno annunciato la propria adesione allo sciopero. Tra queste, le redazioni di Atlante delle Guerre e Unimondo, che hanno motivato la loro scelta sottolineando come la battaglia per il rinnovo del contratto riguardi l'intero ecosistema dell'informazione. In un comunicato congiunto, le due redazioni hanno affermato: "Scegliamo di scioperare perché riteniamo che il lavoro giornalistico debba essere riconosciuto, tutelato e rispettato in tutte le sue declinazioni". Questa adesione, seppur simbolica, evidenzia la consapevolezza che la precarietà e la mancanza di tutele nel settore dell'informazione rappresentano un problema che riguarda tutti i professionisti, indipendentemente dalla loro forma contrattuale. La solidarietà espressa da queste realtà editoriali rappresenta un segnale importante di unità e di sostegno alla lotta della Fnsi.
Le prospettive future
Lo sciopero del 28 novembre rappresenta un momento di svolta per il futuro del giornalismo italiano. La Fnsi si augura che la mobilitazione possa portare a un'accelerazione delle trattative con la Fieg e a un accordo che soddisfi le richieste dei giornalisti. Tuttavia, la strada verso il rinnovo del contratto si preannuncia ancora lunga e complessa. La Fieg, infatti, ha finora mostrato una certa rigidità nelle sue posizioni, sostenendo la necessità di contenere i costi e di adeguare il contratto alle mutate condizioni del mercato dell'informazione. Sarà fondamentale, nei prossimi mesi, che la Fnsi riesca a mantenere alta l'attenzione sul tema del rinnovo del contratto e a coinvolgere l'intera categoria nella mobilitazione. Solo attraverso un'azione unitaria e determinata sarà possibile ottenere un accordo che garantisca un futuro dignitoso per il giornalismo italiano. Carlo Verna, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti, ha più volte sottolineato l'importanza di un contratto che tuteli la professione e garantisca la qualità dell'informazione, come riportato in diverse dichiarazioni pubbliche.
