Il film "3 Faces" di Jafar Panahi segue il regista e l'attrice Behnaz Jafari in un viaggio nel nord-ovest dell'Iran per indagare sul destino di una giovane aspirante attrice. Questo lavoro segna la quarta opera di Panahi dal 2010, anno in cui le autorità gli hanno vietato di realizzare film.
Il viaggio nel villaggio di Saran
Jafar Panahi, apparendo nuovamente nei panni di se stesso, guida l'attrice Behnaz Jafari, che interpreta una versione di sé, verso il villaggio di Saran, situato nella regione montuosa dell'Azerbaigian. La loro missione è determinare la sorte di Marziyeh Rezaei, una giovane che ha inviato un video a Panahi per chiedere aiuto alla Jafari. Marziyeh lamenta l'opposizione della sua famiglia al suo desiderio di recitare.
Il mistero del video
Il video di Marziyeh Rezaei sembra concludersi con un apparente suicidio, ma la sua veridicità è incerta. Il viaggio intrapreso da Panahi e Jafari mira a scoprire la verità sulla situazione della ragazza. Nonostante Jafari dovrebbe essere impegnata sul set, abbandona le riprese per intraprendere questa ricerca. Sebbene la vicenda di Marziyeh offra un elemento di suspense, il film "3 Faces" non si basa esclusivamente sulla trama per coinvolgere lo spettatore. Le precedenti opere di Panahi, come "This Is Not a Film" (2011), "Closed Curtain" (2013) e "Taxi Tehran" (2015), sono state influenzate dalle restrizioni imposte, pur sfidandole.
