Un ufficiale americano, abbattuto in Iran, è stato salvato in un'operazione d'intelligence coordinata tra Pentagono e CIA. L'intervento, durato 36 ore, ha visto una corsa contro il tempo tra le montagne di Isfahan, con l'uso di droni Reaper e strategie di depistaggio.
Missione di salvataggio nelle montagne di Isfahan
L'ufficiale addetto ai sistemi d'arma dell'F-15E Strike Eagle, abbattuto in Iran, è stato recuperato dopo 36 ore di isolamento in territorio ostile. L'operazione, definita dal New York Times una "life-or-death race", ha coinvolto centinaia di uomini e ha rappresentato una delle azioni più rischiose degli ultimi anni. La missione è stata una complessa partita a scacchi tra Washington e Teheran, un mix di tecnologia all'avanguardia e depistaggio.
Strategie di recupero e depistaggio
L'incidente è iniziato venerdì, quando il caccia americano è stato centrato dalla contraerea iraniana. Mentre il pilota è stato recuperato quasi immediatamente, il suo compagno è rimasto intrappolato in una zona montuosa e impervia nel sud del Paese. Le forze iraniane hanno setacciato l'area con sensori termici, contando anche sulla collaborazione della popolazione locale, sulla cui cattura pesava una taglia di oltre 50 mila euro. Le forze speciali, i depistaggi della CIA e una battaglia a sorpresa di notte hanno caratterizzato il salvataggio.
