La mancanza di una chiara via d'uscita dal conflitto in corso preoccupa gli analisti internazionali. La durata delle azioni militari di Stati Uniti e Israele, la capacità dell'Iran di controllare lo Stretto di Hormuz e le conseguenze del potenziale collasso energetico e commerciale globale sono i nodi cruciali.
Il Nucleare come Possibile Mediazione
Un punto su cui potrebbe emergere una mediazione riguarda l'accordo sul nucleare iraniano. I mediatori iniziali, tra cui Omaniti e diplomatici inglesi, avevano dichiarato che le trattative erano vicine alla conclusione, poiché l'Iran aveva fatto concessioni significative. Un accordo simile potrebbe permettere all'Iran di dichiarare che questo non era il fulcro della disputa, mentre Trump potrebbe rivendicare un successo derivante dall'iniziativa militare che ha portato a un "regime change" di fatto, un aspetto su cui insiste ultimamente. Queste valutazioni sono importanti non per la loro intrinseca verità, ma per la percezione che possono generare nelle opinioni pubbliche distratte e manipolate emotivamente.
La Questione Economica e le Conseguenze delle Sanzioni
Un secondo elemento con potenziale di accordo riguarda la sfera economica. Sebbene non presentata pubblicamente come una dichiarazione formale di "riparazioni di guerra" come richiesto dall'Iran, potrebbe trattarsi di un sostanzioso accordo di fatto. L'Iran ha subito danni significativi alle sue infrastrutture civili ed energetiche ed è stato colpito da sanzioni per un lungo periodo. Il ripristino di infrastrutture come il South Pars, il più grande giacimento di gas al mondo, la creazione di un fondo internazionale per la ricostruzione civile e industriale, e la revoca di alcune sanzioni sostanziali potrebbero rappresentare un punto di possibile convergenza.
