La serie TV "The Pitt" ha segnato un punto di svolta nel rapporto con la medicina per l'autrice, grazie alla sua rappresentazione cruda e a una figura di caposala efficace. Nonostante un passato da fan di "E.R. - Medici in prima linea", è "The Pitt" ad averle fatto riscoprire il genere.
## Un legame familiare con la medicina
La narrazione si apre con un ricordo d'infanzia legato alla figura paterna, un chirurgo ortopedico. Le serate in famiglia trascorrevano tra la visione di cartoni animati, partite di calcio e l'analisi di immagini mediche, come rotule e legamenti, sul "divano del Papa". Questo ambiente familiare, dove il lavoro del padre entrava in casa, ha creato un legame precoce con il mondo della medicina, sebbene in modo indiretto.
## Da "E.R." a "The Pitt": l'evoluzione del medical drama
Il ricordo si sposta poi alla serie cult "E.R. - Medici in prima linea", un medical drama che occupava le serate del lunedì o martedì sera. L'autrice riflette sul possibile interesse del padre verso la verosimiglianza o la fantasia di queste storie, interrogandosi se le vite del Dottor Greene o del Dottor Ross offrissero uno sfogo o un'empatia. La scena iconica del padre che imitava la mossa di karatè del Dottor Benton davanti alla TV testimonia l'impatto emotivo della serie. "The Pitt", pur non essendo un sequel di "E.R.", ha saputo catturare l'attenzione, tanto da spingere l'autrice a condividere subito la sua scoperta con il padre, segnalando la presenza del Dottor Carter.
