L'arcivescovo Mario Delpini ha pronunciato un'omelia in Duomo il 3 aprile 2026, sottolineando l'assurdità della storia umana e le "pazzie" commesse dall'umanità. Ha esortato i cristiani a rispondere al male con il bene e la speranza che deriva dal Crocifisso.
L'assurdità della storia umana
"Bisogna riconoscere che la storia umana è assurda. Niente è come dovrebbe essere. Gli uomini sono impazziti e commettono pazzie", ha dichiarato Monsignor Mario Delpini. L'arcivescovo ha aperto la sua omelia, pronunciata in Duomo durante la celebrazione in memoria della Passione e morte del Signore, evidenziando come le follie non si limitino a eventi catastrofici, ma si manifestino anche nella vita quotidiana come "pazzie ordinarie e assurdità quotidiane".
La risposta cristiana all'assurdità
Delpini ha invitato a riconoscere l'unico evento che offre autentica speranza e salvezza all'umanità. Ha descritto come, nella "vicenda contraddittoria della storia umana", esista un evento capace di cambiarne il corso: "C'è un morire che chiama alla vita anche i morti". Secondo l'arcivescovo, la risposta cristiana a questa condizione non consiste in una "rivincita spettacolare" contro chi commette il male. Al contrario, essa risiede nella testimonianza quotidiana dei fedeli, i quali sono "incaricati della mite e audace contestazione dell'assurdità". I cristiani sono chiamati a rispondere al male con il bene, perdonare ogni giorno e seguire la speranza che proviene dal Crocifisso.
