Il film "Re per una notte" (The King of Comedy) di Martin Scorsese, uscito nel 1983, torna alla ribalta per i suoi paralleli con il successo del 2019 "Joker" di Todd Phillips. Entrambe le pellicole esplorano la figura di un aspirante comico ossessionato dal successo e da un rapporto ambivalente con un conduttore di un popolare show televisivo.
Rupert Pupkin vs Arthur Fleck
A differenza di "Joker", dove le scarse capacità comiche e la presenza scenica angosciante di Arthur Fleck emergono presto, "Re per una notte" ritarda la performance decisiva del protagonista, Rupert Pupkin. Il film si concentra invece sulla graduale rivelazione dei tratti più problematici della sua personalità: è stucchevole, invadente, egotico, violento e privo di rimorsi. Sebbene alcuni di questi comportamenti possano essere attribuiti a un distacco dalla realtà, un presunto problema psichiatrico non attenua la sua antipatia.
L'ossessione per la fama
"Re per una notte" mette in luce il cratere dove dovrebbero risiedere le abilità sociali di Pupkin, concentrandosi sulla sua disperata ricerca di notorietà. Il film del 1983, attraverso la figura di Rupert Pupkin, anticipa temi di ossessione per la fama e la costruzione di un'identità pubblica distorta, elementi che ritroviamo amplificati in "Joker". La narrazione di Scorsese, pur non giustificando le azioni del suo protagonista, ne analizza le motivazioni profonde legate al desiderio di riconoscimento.
