Sabato 28 febbraio, dopo settimane di alta tensione, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco contro l'Iran. L'operazione ha portato all'uccisione di Khamenei e di decine di alti esponenti del governo, dell'intelligence e del programma nucleare iraniano. La risposta di Teheran non si è fatta attendere, con il lancio di missili diretti verso Israele, i Paesi del Golfo e le basi statunitensi presenti nell'area.
Nuova Guida Suprema e Reazioni Internazionali
In seguito agli eventi, l'Iran ha nominato Mojtaba Hosseini, figlio di Khamenei, come nuovo Guida Suprema. Israele ha immediatamente dichiarato che Hosseini è già un bersaglio. Donald Trump ha definito la situazione "inaccettabile" e ha espresso la necessità di essere coinvolto nella scelta del nuovo leader iraniano. Secondo quanto riportato dai media statunitensi, gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di armare i curdi per contrastare l'Iran, sebbene al momento non vi siano conferme ufficiali. Trump ha inoltre ribadito la sua posizione di "nessun accordo con l'Iran, solo resa incondizionata", mentre una brigata statunitense ha cancellato un'esercitazione, con la possibilità di un suo invio in Medio Oriente.
Sviluppi e Tensioni Regionali
Le notizie del 7 marzo hanno confermato gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'esercito iraniano ha dichiarato l'intenzione di collaborare con i Paesi vicini per espellere gli Stati Uniti dalla regione. Teheran ha presentato scuse ai Paesi limitrofi per i raid, ma ha avvertito che risponderà se attaccata, ribadendo agli Stati Uniti la ferma opposizione alla resa. Nel Libano, una base dell'UNIFIL è stata colpita, causando due feriti.
