Il Papa e le Storie di Marginalità
Papa Leone XIV ha ribadito il ruolo della Chiesa come presidio di carità e di “argini” contro la “violenza dilagante” che affligge il rione. Le sue affermazioni si basano su storie di rifugiati, malati e persone con ferite evidenti. Il Papa sottolinea che le contraddizioni del nostro tempo possono essere toccate “in pochi metri”. La scena descritta, all’interno della Basilica del Sacro Cuore a Castro Pretorio, include un caricabatterie penzolante da una presa di corrente tra i confessionali di legno, un dettaglio che emerge come simbolo di questa realtà.
Il Contrasto tra Necessità e Materialismo
Accanto alle storie di vulnerabilità e bisogno, si osserva un comportamento contrastante: un individuo che trascina un trolley verso la stazione Termini, munito di un doppio powerbank in valigia e con l’intenzione di prendere un treno. Questo scenario evidenzia un’immagine del mondo contemporaneo, caratterizzata da un’eccessiva attenzione alla tecnologia e alla mobilità, in netto contrasto con le necessità immediate di chi non ha un tetto stabile o un riparo sicuro per una sola notte. Il caricabatterie dimenticato, simbolo di questa condizione, appare come il punto di contatto più concreto con il concetto di “prossimità” invocato dal Papa.
La Chiesa come Presenza Concreta
La riflessione del Papa non si limita a un’affermazione teorica, ma si concretizza nell’idea che la Chiesa non debba essere solo un “riparo evocato dall’altare”, ma un’entità capace di offrire “un pasto o acqua calda, una presa…”. Questa interpretazione suggerisce un’azione concreta e immediata, un’offerta di aiuto e di sostegno per coloro che si trovano ai margini della società, per chi non ha accesso ai beni materiali o alle comodità che la maggior parte delle persone considera scontate. Il gesto del caricabatterie, un oggetto semplice e quotidiano, diventa quindi un’allegoria della necessità di una presenza concreta e accessibile, capace di rispondere alle esigenze più immediate e disperate.
