La Crisi Economica e il Ritiro del Supporto
Da gennaio 2026, Cuba si trova ad affrontare una profonda crisi economica, in gran parte attribuibile alle politiche dell’amministrazione Trump. Per decenni, l’isola dipendeva da una rete di paesi amici che fornivano una vasta gamma di beni, riconoscendo la limitata capacità produttiva cubana in settori chiave come l'energia, l'agricoltura e la manifattura. Questa dipendenza richiedeva consistenti importazioni per soddisfare il fabbisogno di consumo dell'isola. I principali alleati di Cuba includevano Messico, Venezuela, Cina e l'Unione Sovietica, successivamente sostituita dalla Russia.
Il Blocco Petrolifero e la Restrizione Commerciale
L'amministrazione Trump ha intensificato le pressioni economiche e militari contro Cuba, introducendo un blocco quasi totale delle importazioni di petrolio. Sebbene Cuba possa ancora importare altri beni, come le derrate alimentari, la mancanza di carburante sta gradualmente strangolando l'economia cubana. Questa mossa strategica ha avuto un impatto significativo sulla capacità dell'isola di operare e commerciare.
La Dissoluzione della Rete di Alleati
Di fronte alle pressioni statunitensi, la rete di paesi amici che sosteneva Cuba si è progressivamente dissolta. Fino ad ora, nessuno si è opposto in modo concreto alle politiche di Trump, limitandosi a dichiarazioni di condanna. Questa situazione ricorda un evento simile verificatosi più di trent'anni fa, durante la Guerra Fredda.
Preparazioni per un incontro diplomatico tra Cina e Cuba a Pechino, 2019 (REUTERS/Florence Lo)
La Relazione con l'Unione Sovietica
Durante la Guerra Fredda, Cuba aveva stabilito una relazione speciale con l'Unione Sovietica, che aveva un interesse a mantenere un regime comunista non lontano dai suoi confini. Questa collaborazione aveva fornito a Cuba un sostegno fondamentale, ma con il crollo dell'Unione Sovietica, la situazione è cambiata radicalmente.
