Un editoriale sulla tendenza italiana a confondere preparazione e allarmismo
La riflessione di un cittadino europeo
Ho figli che vivono in Stati diversi dell’Unione Europea. Ho un background militare ma senza alcuna voglia di morire in battaglia, né che altri debbano farlo. Vivo a Bruxelles e da anni tengo uno zaino pronto in caso di emergenza. Un prepper nato o forse NATO… Chi scrive queste parole non è un allarmista, non è un complottista, e nemmeno uno che sogna scenari apocalittici. Con queste parole (lievemente modificate per rispettare la privacy di chi ce le ha scritte) si apre la mail di un amico di BUTAC, cittadino europeo, che ha voluto condividere una sua riflessione. Questa riflessione ha generato l’editoriale che state per leggere.
La preparazione in Europa
Sono tanti i Paesi europei che negli ultimi mesi, o anni, hanno pubblicato e aggiornato manuali dedicati alle possibili emergenze. L’Estonia ha diffuso un suo rapporto sulla sicurezza internazionale, la Polonia ha distribuito un opuscolo su come affrontare situazioni di crisi, in Francia si discute su cosa debba essere incluso in un kit di sopravvivenza. Nei Paesi nordici è assolutamente normale essere pronti a ogni evenienza.
Non si tratta di allarmismo
Non si tratta di documenti allarmistici che prevedono che...
