Jesse Jackson, icona della lotta per i diritti civili

Pubblicato: 17/02/2026, 18:41:412 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Jesse Jackson, icona della lotta per i diritti civili

Un ponte tra due epoche

Jesse Jackson ha rappresentato il collegamento tra Martin Luther King Jr. e Barack Obama, senza però possedere il carisma del primo né la capacità di trasformare l'entusiasmo in potere elettorale del secondo. Per oltre cinquant'anni, il reverendo ha cercato di farsi spazio tra le due figure afroamericane più importanti della politica statunitense, operando come predicatore, candidato, attivista e leader spirituale del movimento per i diritti civili. Nato a Greenville, nella Carolina del Sud, durante l'era di Jim Crow, Jackson iniziò il suo attivismo partecipando a sit-in nelle biblioteche vietate ai neri e a marce in Alabama. Nel luglio 1960, all'età di 19 anni, entrò insieme ad altri sette compagni nella biblioteca comunale di Greenville, un atto di protesta contro la segregazione razziale.

L'eredità di Martin Luther King

Dopo l'assassinio di King nel 1968, Jackson tentò di assumere il ruolo di suo erede nella lotta per i diritti civili degli afroamericani. King gli aveva affidato la missione di promuovere il riscatto sociale ed economico dei neri a Chicago, dove Jackson fondò Operation Breadbasket. Successivamente, dal 1971 al 1986, guidò Operation PUSH (People United to Save Humanity), e nel 1984 organizzò la Rainbow Coalition, un'organizzazione nazionale per la giustizia sociale. Durante la sua carriera politica, Jackson si candidò alle primarie del Partito Democratico nel 1984 e nel 1988, ottenendo il 15% dei voti nella prima occasione come primo candidato afroamericano nella storia del partito a ricevere un sostegno così alto. La sua duplice candidatura ispirò l'America afroamericana e contribuì ad avanzare la causa dei diritti civili negli Stati Uniti.

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