Riposizionamento Strategico in Franciacorta
Bersi Serlini sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una chiara visione strategica. Situata in una zona di pregio della Franciacorta, precisamente a Provaglio d’Iseo, a 230 metri di altitudine, l’azienda beneficia di un terroir unico. I suoli, composti da limo, creta e argilla, unitamente a un microclima spesso ventilato grazie alle correnti tra il laghetto e il Monte Guglielmo, creano condizioni ideali per la viticoltura. Dal 2019, Bersi Serlini ha intrapreso un percorso di riposizionamento volto a selezionare attivamente la domanda, anziché inseguirla passivamente. La produzione totale dell'azienda, che si aggira intorno alle 160.000 bottiglie, è distribuita in modo significativo. Metà della produzione viene venduta direttamente attraverso il canale "front door", una scelta che garantisce un controllo diretto sui margini di profitto e sulla narrazione del marchio. La restante metà viene commercializzata principalmente in Emilia, Toscana e Liguria, con una presenza consolidata nelle grandi città e nel Mezzogiorno d'Italia. Il contesto territoriale gioca un ruolo fondamentale in questa strategia. La storia cluniacense del sito, oggi esaltata dall'architettura moderna della cantina e da un'offerta enoturistica ben sviluppata, contribuisce a definire l'identità dell'azienda. Inoltre, la vicinanza con Barone Pizzini, un pioniere del biologico anch'esso situato a Provaglio d’Iseo, rafforza la coerenza del percorso agronomico intrapreso da Bersi Serlini. Questo ambiente, naturalmente ventilato, si rivela particolarmente favorevole a una gestione "pulita" e sostenibile dei vigneti. La guida di questa evoluzione è affidata a Chiara Bersi Serlini, una figura che incarna una combinazione di sensibilità progettuale, acuta visione di marca e profonda competenza nell'ambito dell'ospitalità. Sotto la sua direzione, Bersi Serlini si è trasformata in un vero e proprio "luogo-manifesto". Non si tratta più esclusivamente di una cantina, ma di una piattaforma culturale dove il vino, il design e l'ospitalità si intrecciano, alimentando e rafforzando la reputazione dell'azienda.
La Cantina come Piattaforma Culturale
L'evoluzione di Bersi Serlini va oltre la mera produzione vinicola, abbracciando una dimensione culturale e di accoglienza che ne definisce l'unicità. La scelta di posizionarsi come "luogo-manifesto" implica una strategia che integra diversi aspetti dell'esperienza offerta ai visitatori e ai consumatori. L'architettura della cantina, elemento chiave di questa valorizzazione, non è solo funzionale alla produzione, ma diventa essa stessa parte integrante del racconto e dell'attrattiva del luogo. L'offerta enoturistica matura è un altro pilastro fondamentale. Questo significa che Bersi Serlini non si limita a proporre degustazioni, ma crea un'esperienza completa che coinvolge il visitatore nella storia, nei valori e nel territorio dell'azienda. La vicinanza con realtà pionieristiche come Barone Pizzini, nel campo del biologico, non è casuale, ma sottolinea un impegno condiviso verso pratiche agricole sostenibili e rispettose dell'ambiente. Questa coerenza agronomica, favorita dalle caratteristiche naturali del territorio, come la ventilazione, permette una gestione "pulita" dei vigneti, un aspetto sempre più apprezzato dai consumatori consapevoli. La figura di Chiara Bersi Serlini è centrale in questo processo. La sua capacità di unire sensibilità progettuale, visione di marca e competenza nell'accoglienza ha permesso di trasformare l'azienda in un punto di riferimento. Non si tratta solo di creare un prodotto di qualità, ma di costruire un'esperienza memorabile che lega il vino a un contesto più ampio di arte, design e ospitalità. Questa visione integrata contribuisce a costruire una reputazione solida e duratura, basata non solo sulla qualità del vino, ma anche sull'unicità dell'esperienza offerta.
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Strategie di Mercato e Territorio
La divisione della produzione di Bersi Serlini, con metà venduta direttamente e l'altra metà distribuita attraverso canali più ampi, riflette una strategia di mercato ben definita. La vendita "front door" permette un contatto diretto con il consumatore, offrendo l'opportunità di costruire relazioni solide e di comunicare in modo efficace i valori e la storia dell'azienda. Questo canale è fondamentale per presidiare i margini e per curare la narrazione del marchio, assicurando che il messaggio arrivi al pubblico nella sua forma più autentica. La distribuzione della restante produzione in regioni come Emilia, Toscana e Liguria, con un'attenzione particolare alle grandi città e al Sud Italia, dimostra una volontà di raggiungere un pubblico diversificato e di consolidare la presenza sul mercato nazionale. La scelta di queste aree geografiche non è casuale, ma rispecchia la presenza di un mercato ricettivo e di una rete di distribuzione consolidata. Il contesto territoriale, come già accennato, gioca un ruolo cruciale nel supportare queste strategie. La storia cluniacense del sito, valorizzata dall'architettura della cantina e dall'offerta enoturistica, crea un legame indissolubile tra il prodotto e il luogo di origine. Questa connessione è un elemento distintivo che arricchisce l'esperienza del consumatore e rafforza l'identità del marchio. La vicinanza con un pioniere del biologico come Barone Pizzini, a Provaglio d’Iseo, rafforza ulteriormente questa traiettoria agronomica coerente con un ambiente naturalmente ventilato e favorevole alla gestione "pulita" della vigna. Questo approccio sostenibile non è solo una scelta etica, ma anche un fattore di differenziazione sul mercato, rispondendo a una crescente domanda di prodotti realizzati nel rispetto dell'ambiente. La regia di Chiara Bersi Serlini, con la sua capacità di unire sensibilità progettuale, visione di marca e competenza di accoglienza, è il motore che trasforma Bersi Serlini in un luogo-manifesto, una piattaforma culturale dove vino, design e ospitalità si fondono per alimentare la reputazione dell'azienda.
