Podio azzurro a Milano Cortina 2026
Lo sci di fondo italiano ha centrato l'obiettivo principale del quadriennio salendo sul podio nella staffetta maschile 4×7,5 km ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino hanno conquistato la terza posizione sulle nevi della Val di Fiemme, a Tesero, regalando all'Italia un risultato di grande valore.
Norvegia e Francia hanno dominato la gara, con l'oro e l'argento già delineati dalle prime frazioni. La battaglia per il bronzo si è accesa tra Italia, Finlandia e altre contendenti, con gli azzurri capaci di mantenere una posizione solida grazie a una strategia collettiva efficace.
La rimonta decisiva di Pellegrino
Federico Pellegrino ha siglato la medaglia con una prestazione sontuosa nella quarta frazione, battendo la Finlandia e Niko Anttola nella volata finale. Decisivo il suo recupero sullo svantaggio accumulato, con un sorpasso sulla salita conclusiva che ha permesso all'Italia di tagliare il traguardo con margine.
I primi tre frazionisti hanno preparato il terreno: Davide Graz ha aperto in tecnica classica tenendo il gruppo di testa con Norvegia e Stati Uniti, staccando Finlandia e Francia. Elia Barp e Martino Carollo hanno proseguito il lavoro in skating e classica, garantendo a Pellegrino una posizione ottimale nonostante la gara durissima.
Fine del digiuno dopo vent'anni
L'Italia interrompe un digiuno di vent'anni in questa specialità, l'ultimo podio a cinque cerchi risaliva al 2006 a Pragelato, dove Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi vinsero l'oro per distacco, il secondo della storia azzurra nella staffetta maschile. Questo bronzo è il sesto podio olimpico per lo sci di fondo italiano, dopo una serie di cinque consecutivi dal 1992 al 2006.
Impossibile dimenticare l'oro leggendario di Lillehammer 1994 sui norvegesi. Per Pellegrino si tratta dell'ultima apparizione ai Giochi e della terza medaglia olimpica in carriera, dopo gli argenti nelle sprint di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022, a conferma della crescita del movimento azzurro.
