Il ritrovamento della monoscocca e la rinascita del progetto
La storia della Riviera F1, un ambizioso progetto di Formula 1 nato in Brianza con l'intento di portare Alberto Colombo a competere nel Mondiale del 1980, ha vissuto un capitolo inaspettato e affascinante. Dopo anni di oblio, la monoscocca destinata a dare vita a questa monoposto è riemersa da una cantina di un capannone della Brianza, segnando l'inizio di una nuova era per questo sogno interrotto. Il ritrovamento ha acceso la scintilla in due appassionati del settore: Marco Fumagalli, pilota e collezionista, e Massimo Pollini, tecnico esperto. Insieme, con la loro squadra "Le Saette", hanno deciso di riportare in vita il progetto, ridando un'opportunità a quella che avrebbe potuto essere una delle storie più interessanti del motorsport italiano. L'idea di Alberto Colombo, soprannominato "il capellone di Varedo" nell'ambiente delle corse, era quella di schierare una vettura di Formula 1 costruita interamente in Brianza. Colombo, già affermato campione italiano di Formula 3 e figura di spicco nella Formula 2 dell'epoca, aveva già tentato in passato di accedere ai Gran Premi con scuderie come Ats e Merzario, ma senza il successo sperato. Alla vigilia della stagione 1980, la presentazione ufficiale della monoposto sembrava aver concretizzato il suo sogno. Tuttavia, come spesso accade nel complesso mondo dell'automobilismo, una serie di imprevisti e difficoltà tecniche avevano portato il progetto a "incepparsi", lasciando la vettura incompiuta e il sogno nel cassetto.
Dalla cantina alla pista: il debutto ritrovato
A distanza di ben 45 anni dalla sua concezione, la monoposto brianzola ha finalmente assaporato l'asfalto. Il Cremona Circuit è stato il palcoscenico di questo storico ritorno in pista, dove la Riviera F1, grazie all'impegno e alla passione di Fumagalli e Pollini, ha dimostrato di poter ancora dire la sua. I riscontri ottenuti durante le prime uscite sono stati positivi, alimentando ulteriormente l'entusiasmo dei due appassionati e di quanti seguono con interesse questa rinascita. Il progetto, che un tempo rappresentava la speranza di un pilota italiano di competere ai massimi livelli con una vettura di produzione nazionale, ha ora trovato nuova linfa vitale. La storia di Alberto Colombo e della sua Riviera F1 è un esempio di come la passione e la perseveranza possano superare gli ostacoli del tempo. Il ritrovamento della monoscocca e il successivo lavoro di recupero e ripristino da parte di Marco Fumagalli e Massimo Pollini non sono solo un tributo al passato, ma anche un segnale di vitalità per il motorsport italiano. La possibilità di vedere nuovamente in azione una vettura che porta con sé un pezzo di storia e che è stata riportata alla luce da veri cultori del settore, rappresenta un momento significativo per gli appassionati e un'ispirazione per le future generazioni di costruttori e piloti.
