Circola in rete un articolo che paventa l'esistenza di un divieto per i passeggeri di consumare alcolici alla guida di un veicolo a motore. Tale notizia, apparentemente proveniente dalla Macedonia del Nord, si inserisce in un filone di articoli che spesso propongono "assurdi divieti dal mondo", alimentando un circuito di disinformazione. La strategia adottata consiste nel creare un presunto divieto, giustificarlo con argomentazioni elaborate e, infine, definirlo non una vera fake news in quanto parte di una raccolta di curiosità globali, nonostante la sua inesistenza fattuale. L'articolo in questione, lungi dal riportare un dato normativo concreto, si addentra in un'analisi piuttosto estesa e dettagliata delle ragioni per cui, ipoteticamente, potrebbe essere giustificata una sanzione nei confronti di passeggeri in stato di ebbrezza. Vengono delineati scenari immaginari, volti a conferire peso e credibilità al contenuto, che includono disturbi ripetuti al conducente con conseguente rischio di incidenti, incoraggiamento al consumo di alcolici da parte del guidatore, o persino la richiesta al conducente stesso di mettersi al volante in condizioni di alterazione.
Scenari Ipotetici e Mancanza di Fondamento Normativo
L'approccio adottato nell'articolo in esame si concentra sulla costruzione di un quadro teorico in cui un passeggero ubriaco potrebbe rappresentare un pericolo per la sicurezza stradale. Si ipotizzano situazioni in cui l'eccessiva loquacità o l'intrusività di un passeggero in stato di ebbrezza possa distrarre il conducente, compromettendo la sua attenzione e aumentando la probabilità di incidenti. Altrettanto, si immagina che il passeggero possa esercitare pressioni sul conducente affinché beva a sua volta, o peggio ancora, possa indurre un conducente già sotto l'effetto dell'alcol a mettersi alla guida, aggravando ulteriormente la situazione di rischio. Questi scenari, sebbene possano apparire plausibili in un contesto di discussione generale sulla sicurezza, non trovano però riscontro in alcuna normativa specifica che vieti il consumo di alcolici da parte dei passeggeri di un veicolo a motore. La loro presentazione mira a creare un'illusione di fondamento, riempiendo il testo e conferendogli una parvenza di autorevolezza agli occhi del lettore e degli algoritmi di ricerca.
La Tattica della "Fake News Mascherata"
La metodologia descritta nell'articolo originale è un classico esempio di come la disinformazione possa essere veicolata in modo subdolo. Invece di affermare direttamente un fatto inesistente, si costruisce un'argomentazione attorno a un'idea, presentandola come una possibilità o una potenziale norma. Questo stratagemma permette di aggirare la definizione di "fake news" pura, poiché l'articolo non mente in modo palese, ma piuttosto distorce la realtà attraverso l'elaborazione di ipotesi e scenari. La menzione di una raccolta di "fatti buffi dal mondo" serve a depistare ulteriormente, suggerendo che la notizia sia di dominio pubblico e quindi, per estensione, veritiera. In realtà, si tratta di una strategia per legittimare la diffusione di informazioni non verificate, creando un'aura di credibilità attorno a un divieto che, nella pratica, non esiste. L'obiettivo è quello di generare interesse e condivisioni, sfruttando la curiosità per le normative insolite, senza però fornire un contenuto informativo accurato e verificabile.
