Omicidio Preterintenzionale di una Bambina di 2 Anni: La Ricostruzione degli Inquirenti

Pubblicato: 15/02/2026, 16:06:084 min
Scritto da
Redazione
Categoria: Cronaca
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Omicidio Preterintenzionale di una Bambina di 2 Anni: La Ricostruzione degli Inquirenti

Il Viaggio con la Figlia Morta: La Tesi del Gip

Manuela Aiello, una donna di 43 anni attualmente in carcere, è sospettata di aver trasportato il corpo della figlia di soli 2 anni per oltre mezz'ora, percorrendo circa venti chilometri in auto. Questo tragitto, secondo la ricostruzione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Imperia, sarebbe avvenuto dalla casa del compagno a Perinaldo fino a Bordighera, dove la donna risiede. Il GIP ha formalizzato questa convinzione nell'ordinanza che ha disposto la custodia cautelare per la Aiello. La bambina, identificata come Beatrice, sarebbe deceduta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, presumibilmente tra la mezzanotte e le 2 del mattino. La relazione del medico legale, Andrea Leoncini, fornisce elementi cruciali a sostegno di questa ipotesi. L'esame autoptico ha rivelato la presenza di molteplici lesioni sul corpo e sulla testa della piccola. Queste ferite sono state definite "traumi volontari", con alcune inflitte "con oggetti contundenti". Questi dettagli suggeriscono un'aggressione violenta e intenzionale, in contrasto con l'ipotesi di un incidente o di un malore improvviso. Il momento della richiesta di soccorso da parte della madre, alle 8.21 del mattino del 9 febbraio, quando ha allertato il 118 dalla sua abitazione in Strada delle Morghe a Bordighera, è un altro punto chiave. Per il giudice, al momento della chiamata, la bambina era già deceduta da diverse ore. Questa tempistica è in netto contrasto con la versione fornita dalla madre, la quale sostiene che Beatrice sia morta in Strada delle Morghe intorno alle 8 del mattino.

Le Lesioni e la Cronologia del Decesso

La relazione del medico legale Andrea Leoncini è fondamentale per comprendere la gravità delle lesioni subite dalla piccola Beatrice. Le molteplici ferite riscontrate sul corpo e, in particolare, sulla testa della bambina, non sono compatibili con un evento accidentale. La definizione di "traumi volontari" e l'indicazione che alcuni di essi siano stati inferti "con oggetti contundenti" rafforzano l'ipotesi di un'aggressione violenta. La cronologia del decesso, collocata dagli inquirenti nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, tra la mezzanotte e le 2, è un elemento centrale dell'indagine. Questa finestra temporale è stata determinata sulla base di diversi fattori, tra cui le condizioni del corpo e le prime valutazioni del medico legale. Se la bambina è morta in quella fascia oraria, il trasporto del suo corpo da Perinaldo a Bordighera, un tragitto di circa venti chilometri che richiede più di mezz'ora, sarebbe avvenuto con la bambina già priva di vita. La discrepanza tra la versione della madre e la ricostruzione degli inquirenti è significativa. Mentre Manuela Aiello afferma che Beatrice sia morta in Strada delle Morghe intorno alle 8 del mattino, gli investigatori sono convinti che il decesso sia avvenuto ore prima. Questa divergenza temporale è cruciale per stabilire la dinamica dei fatti e per valutare la responsabilità della madre. La Procura ritiene che la donna abbia agito in un modo che ha portato alla morte della figlia, configurando un omicidio preterintenzionale.

Il Ruolo del Compagno e le Dichiarazioni Contrastanti

Oltre a Manuela Aiello, anche il compagno della donna è indagato a piede libero per lo stesso reato di omicidio preterintenzionale. La sua presenza nella casa di Perinaldo, da cui secondo il GIP sarebbe partito il viaggio con il corpo della bambina, lo pone al centro delle indagini. La sua posizione e il suo coinvolgimento nella vicenda sono ancora oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti. Le dichiarazioni di Manuela Aiello, che attribuiscono la morte della figlia a un evento avvenuto intorno alle 8 del mattino in Strada delle Morghe, sono in netto contrasto con le conclusioni preliminari degli inquirenti. La Procura, basandosi sulla relazione del medico legale e su altri elementi raccolti, ritiene che la bambina fosse già morta da diverse ore quando la madre ha richiesto l'intervento del 118. Questa divergenza non è solo una questione di orari, ma implica una diversa interpretazione degli eventi e delle responsabilità. La convinzione degli inquirenti che la morte della bimba sia avvenuta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, e che il suo corpo sia stato trasportato, solleva interrogativi sul movente e sulle circostanze che hanno portato a questi tragici eventi. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e per accertare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. La custodia cautelare della madre indica la gravità dei sospetti nei suoi confronti.

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