Inquinamento domestico da biossido di azoto
Una recente indagine scientifica condotta da ricercatori della prestigiosa Stanford University ha messo in luce una problematica legata alla qualità dell'aria interna nelle abitazioni. Lo studio, focalizzato sulle emissioni derivanti dall'uso di apparecchiature per la cottura, ha confermato che l'impiego di fornelli a gas o a propano può comportare un superamento dei limiti di sicurezza per il biossido di azoto (NO₂) stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PNAS Nexus, rivela che l'esposizione media al biossido di azoto per le famiglie statunitensi che utilizzano cucine a gas si attesta intorno a 10,1 parti per miliardo (ppbv). Questo valore risulta quasi doppio rispetto alla soglia di sicurezza a lungo termine raccomandata dall'OMS, fissata a 5,2 ppbv. Analizzando le fonti di questa esposizione, emerge che circa 2,4 ppbv sono direttamente attribuibili alla combustione del gas durante le attività di cottura. Le restanti 7,7 ppbv, invece, provengono da fonti esterne all'abitazione, tra cui spicca il traffico veicolare. Al contrario, le famiglie che optano per fornelli elettrici registrano un'esposizione media inferiore, attestandosi a circa 8 ppbv. Questa esposizione è interamente riconducibile all'ambiente esterno, poiché gli apparecchi elettrici non emettono biossido di azoto durante il loro funzionamento.
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Rischi specifici e differenze tra tecnologie
I dati raccolti dallo studio evidenziano un quadro preoccupante, soprattutto per determinate categorie di utenti. Le famiglie che praticano la cottura a gas con elevata frequenza o che risiedono in ambienti domestici di dimensioni ridotte sono particolarmente esposte. Per coloro che si collocano nel 95° percentile di utilizzo del gas, l'esposizione al biossido di azoto può superare la soglia dei 18 ppbv. In questi casi, più della metà dell'inquinamento registrato è direttamente riconducibile all'attività di cottura. Questa concentrazione elevata di NO₂ in spazi ristretti e con un uso intensivo dei fornelli a gas solleva interrogativi significativi sulla salute respiratoria degli occupanti. La differenza nell'esposizione tra l'uso di fornelli a gas e quelli elettrici è quindi marcata e merita attenzione. Mentre i fornelli elettrici non contribuiscono direttamente all'inquinamento da NO₂ all'interno delle case, le cucine a gas rappresentano una fonte endogena di questo inquinante. La gestione della ventilazione e la consapevolezza di queste emissioni diventano quindi cruciali per chi utilizza ancora la cottura a gas, al fine di mitigare i potenziali rischi per la salute associati all'esposizione prolungata a livelli elevati di biossido di azoto.
