Diversità come Realtà Quotidiana
Diversità è una parola che spesso incute timore, ma osservando il mondo intorno a noi e guardandoci dentro, emerge che in fondo siamo tutti diversi. Luca Trapanese, ospite del vodcast *Il Piacere della Lettura*, lo spiega con chiarezza nel suo memoir *Storia di una famiglia imperfetta*, edito da Salani. Il libro non narra un'eccezione, ma una possibilità concreta: trasformare l'amore in un progetto di vita condiviso. La diversità assume il volto delle case disordinate, delle famiglie rumorose, dei legami costruiti con pazienza e tenacia. Non è forse la condizione più normale che esista? Trapanese parte da questa riflessione per introdurre il suo percorso personale, dove l'idea tradizionale di famiglia viene superata da una visione più autentica.
Ogni famiglia è imperfetta, afferma l'autore, perché nasciamo imprigionati in un modello tradizionale che ci schiaccia con aspettative rigide. La famiglia, per lui, è il luogo dove si respira liberamente, dove ci si sente accolti e ascoltati senza dover competere per essere i primi o i migliori. È uno spazio di accettazione totale, che permette di essere se stessi. Questa prospettiva emerge dall'intervista, dove Trapanese descrive come l'adozione della figlia Alba, una bambina con sindrome di Down rifiutata da decine di coppie, rappresenti un gesto che rompe gli schemi sociali. Non si tratta di eroismo isolato, ma di un esempio quotidiano per dimostrare che siamo persone uniche, non individui omologati.
Rompere gli Schemi con l'Amore e la Scrittura
Trapanese considera rivoluzionario ogni atto che sfida le convenzioni, come diventare padre single di Alba nel 2018. "Siamo rivoluzionari ogni giorno quando facciamo capire alla società che siamo persone", dichiara. Il suo libro *Storia di una famiglia imperfetta* testimonia questa lotta contro i pregiudizi, trasformando una storia personale in un invito universale all'inclusione. L'autore, prolifico scrittore, ha presentato anche *Non chiedermi chi sono*, un'opera di profonda introspezione sul soffrire per malattia o amore, sul riconoscere l'uguaglianza nelle differenze. Queste esperienze lo sostengono nella vita quotidiana, specialmente come assessore a Napoli, città di contraddizioni dove tolleranza e insofferenza coesistono.
In contesti complessi come i quartieri napoletani, definiti poeticamente "madre e matrigna", Trapanese traduce iniziative di coesione in azioni concrete. Il suo bagaglio personale lo aiuta ad ascoltare genitori di figli disabili, famiglie in crisi che rischiano di perdere tutto, inclusa la casa. La scrittura diventa strumento per educare, specialmente i bambini, alla diversità. Nel libro *Vi stupiremo con difetti speciali*, ideato con Patrizia Rinaldi e Francesca Assirelli, i protagonisti sono eroi con "difetti speciali" che convertono la loro diversità in forza. Questa narrazione porta la disabilità fuori dalle stanze chiuse, mostrando lo sforzo positivo di affrontare ostacoli enormi.
L'Ascolto e l'Utopia dell'Inclusione
L'ascolto attivo è al centro del pensiero di Trapanese. Come assessore, usa il suo vissuto per offrire prospettive nuove a chi subisce ingiustizie. La disabilità non va ignorata, ma resa visibile per sensibilizzare le coscienze. Egli crede nel progresso umano attraverso esperienze condivise, esempi positivi e utopie. Gli insegnanti, in particolare, devono perseguire obiettivi utopici come educare all'empatia e all'ascolto. In un laboratorio di teatro, ha chiesto a persone con disabilità di esprimere i loro talenti, ottenendo testi potenti che dimostrano il valore dell'inclusione.
Trapanese auspica un'umanità che avanzi con sogni e immaginazione, dove la famiglia imperfetta diventa modello di resilienza. Il suo intervento nel vodcast *Il Piacere della Lettura* conclude invitando a riflettere su libri che ispirino, sottolineando come Alba abbia donato un'esperienza unica. Questa intervista non è solo un racconto, ma un richiamo a vedere la diversità come essenza della vita comune, accessibile a tutti.
