Roma - La domanda che circola tra gli operatori è solo una: «Chi paga?. Alla fine il decreto bollette per tagliare i costi di energia delle famiglie e delle imprese italiane sarà (quasi) a costo zero per il governo. Ma il peso della manovra si ribalterà soprattutto sulle casse delle aziende che producono con il termoelettrico sfruttando il gas. Non è un caso che la Borsa negli ultimi due giorni abbia penalizzato i titoli, in forte calo, delle società energetiche e delle utility: Enel, Edison, Sorgenia, A2A e Iren.
Enel, per esempio, in due giorni ha perso il 4,66% che in termini assoluti vuol dire oltre 4 miliardi di capitalizzazione. I vertici dei diversi gruppi, che fuori taccuino definiscono «devastante l’effetto del decreto che mercoledì dovrebbe andare in Consiglio dei ministri, stanno analizzando a quanto ammonterebbe il danno: in media il 25% dei ricavi da produzione di termoelettrico. A pesare la misura più strutturale per abbassare il costo dell’elettricità, quella dell’articolo 5 sul pagamento delle emissioni di CO2 per chi produce con il gas. Oggi gli Ets valgono intorno ai 4 miliardi, dai 25 ai 40 euro a megawattora per i produttori termici.
Intervento che ha implicazioni europee, tanto che...
L'impatto sul mercato energetico
L’introduzione dell’articolo 5 sul pagamento delle emissioni di CO2 per chi produce con il gas rappresenta un colpo duro per le aziende del settore energetico. La manovra, che prevede l'aumento dei costi per i produttori termici, ha causato una forte rivalutazione del mercato azionario. Enel, ad esempio, ha subito una perdita significativa di capitalizzazione pari al 4,66% in due giorni. I vertici delle diverse società energetiche stanno analizzando con attenzione l'impatto che questo decreto avrà sul loro bilancio.
Bollette, sconti insostenibili. L’altolà dei produttori al decreto
Il danno stimato per le aziende è del 25% dei ricavi derivanti dalla produzione di termoelettrico. L’articolo 5, quindi, rappresenta un intervento strutturale per abbassare i costi dell'energia, ma con implicazioni significative per il mercato energetico italiano e europeo.
Implicazioni europee
L'intervento del governo italiano sull'industria energetica ha anche delle implicazioni a livello europeo. L’articolo 5 sul pagamento delle emissioni di CO2 rappresenta un passo importante verso l'adozione di politiche ambientali più stringenti, ma che potrebbero avere ripercussioni significative su altri paesi europei con sistemi energetici simili. L'Italia si trova ad affrontare una sfida complessa per trovare il giusto equilibrio tra la sostenibilità ambientale e la necessità di fornire energia a prezzi competitivi ai cittadini.
