In attesa di calcare i palchi dei club italiani con il suo tour, eroCaddeo regala ai fan un'emozionante anticipazione visiva. È stato infatti rilasciato il videoclip ufficiale di "no potho reposare", brano che chiude il suo acclamato album d'esordio "Scrivimi quando arrivi". La scelta della location, la suggestiva Biblioteca settecentesca di Cagliari, non è casuale: essa amplifica la profondità del brano, creando un legame tangibile con la ricca tradizione corale sarda. La partecipazione del Coro Carrales conferisce un'ulteriore autenticità, trasformando il progetto in un vero e proprio omaggio alla cultura dell'isola.
Omaggio alla Sardegna e alla Tradizione
"No potho reposare" affonda le sue radici nella storia culturale e musicale della Sardegna, risalendo al 1915 per la scrittura e al 1920 per la sua trasposizione musicale. Questo brano è divenuto nel tempo un emblema dell'identità isolana, grazie anche alle interpretazioni di figure iconiche come Andrea Parodi e Maria Carta. L'interpretazione di eroCaddeo esalta la delicatezza intrinseca del canto, che narra di amore, nostalgia e desiderio, trasformandolo in un sentito tributo alle proprie origini e alla terra natia. Il brano riflette le sfide di una generazione che lotta per trovare il proprio spazio e la propria serenità, un tema universale declinato attraverso un linguaggio profondamente radicato nel territorio.
Collaborazioni e Visione Artistica
La realizzazione del videoclip ha visto la collaborazione di un team di professionisti che hanno saputo catturare l'essenza del brano. La regia e la fotografia sono state curate da Michele Garau, mentre Stefano Priola ha gestito il color grading, conferendo al video un'atmosfera visivamente potente. Davide Leone ha operato con il Ronin, garantendo riprese fluide e dinamiche, supportato dal coordinamento di Gaia Lampis. La qualità audio è stata assicurata da Matteo Di Nunzio per la presa diretta e il mix, con la registrazione del coro affidata a Hit SoundLab. Questa sinergia di talenti ha dato vita a un'opera che non solo accompagna la musica, ma ne amplifica il messaggio, rendendo "no potho reposare" un'esperienza multisensoriale.
