Ranucci smentisce accuse su Giletti e lobby gay

Pubblicato: 10/02/2026, 20:01:412 min
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Redazione
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Ranucci smentisce accuse su Giletti e lobby gay

Il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha categoricamente smentito le accuse mosse da Massimo Giletti riguardo a presunte affermazioni di Ranucci su una "lobby gay" a cui Giletti apparterrebbe. Ranucci ha chiarito che le sue parole, estrapolate da messaggi privati, non hanno mai avuto l'intento di accusare Giletti di far parte di una tale cerchia. Al contrario, il giornalista ha sottolineato come Giletti e Tommaso Cerno siano amici e, secondo la sua ricostruzione, al servizio dell'ex 007 Marco Mancini.

La replica di Ranucci e il contesto della vicenda

La precisazione di Ranucci arriva in risposta alle dichiarazioni di Massimo Giletti, il quale, nella sua trasmissione "Lo stato delle cose" su RaiTre, si è detto "deluso umanamente" per essere stato accusato di aver fatto parte di una lobby gay. Giletti ha presentato messaggi tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia, ex collaboratrice del ministro Gennaro Sangiuliano, che precedettero la pubblicazione da parte di Report di una telefonata tra Sangiuliano e sua moglie, sanzionata dal Garante della Privacy. In questi messaggi, Ranucci avrebbe tirato in ballo Giletti, associandolo, secondo la ricostruzione di Giletti, a un "giro gay" che coinvolgerebbe anche Mancini e Cerno. Ranucci ha ribadito che la sua posizione non è mai stata quella di accusare Giletti di appartenere a una lobby, ma di evidenziare legami e potenziali conflitti di interesse legati alla figura di Marco Mancini, ex 007 noto per un incontro con Matteo Renzi.

Giletti: "Non sei l'unico giusto al mondo"

La replica di Giletti alle smentite di Ranucci non si è fatta attendere. Il conduttore ha espresso il suo disappunto, affermando che Ranucci non è "l'unico giusto al mondo". Questa battuta sottende una critica alla presunta arroganza o alla visione unilaterale che Ranucci potrebbe avere nel giudicare le vicende. La vicenda mette in luce le complesse dinamiche tra giornalisti, figure politiche e servizi segreti, e le difficoltà nel distinguere tra informazione basata su fatti e interpretazioni personali o accuse velate. La questione dei messaggi privati e del loro utilizzo pubblico rimane un punto nevralgico, sollevando interrogativi sulla privacy e sulla correttezza delle strategie editoriali.

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