Fragole, sindacati e un licenziamento inaspettato

Pubblicato: 10/02/2026, 20:03:343 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Fragole, sindacati e un licenziamento inaspettato

Il sapore amaro di una lettera

La vita di Cosima Pietrina Urso, nota come Piera, è segnata da un rapporto di lavoro che si conclude con una lettera di licenziamento, recapitata da un sindacato di categoria. La comunicazione, con il suo timbro rosso e i "fraterni saluti", conserva una certa formalità, ma il suo contenuto è dirompente. Piera, abituata a non piegarsi di fronte alle avversità, tiene la lettera aperta, quasi a volerne soppesare la consistenza, la qualità della carta. Un gesto che riflette la sua resilienza, la sua capacità di affrontare la realtà senza nascondersi. La lettera, con la sua forma rettangolare, evoca immagini di cassette di frutta, di fragole, un frutto che ha scandito parte della sua esistenza. Il numero di caratteri nella missiva, circa 1.547, si contrappone al ricordo di un numero simile di fragole raccolte in una giornata di lavoro, un tempo in cui la fatica era parte integrante della vita, iniziata precocemente.

L'infanzia tra i campi e la necessità

A soli undici anni, Piera ha iniziato la sua carriera come bracciante, dedicandosi alla raccolta delle fragole durante le vacanze di Pasqua. Non era la fame a spingerla, ma un profondo senso del dovere e la necessità di contribuire al sostentamento familiare. Sua madre, figura autoritaria e determinata, non ammetteva riposo o distrazioni, come il mare, considerate improduttive. L'imperativo era essere "utili", un concetto che permeava ogni aspetto della loro vita. Questa precoce immersione nel mondo del lavoro, in un contesto di fatica e sacrificio, ha plasmato il carattere di Piera, insegnandole il valore della perseveranza e della dedizione. Le fragole, raccolte con mani ancora giovani, diventano così un simbolo di un'infanzia laboriosa, ma anche di una forza interiore che l'ha accompagnata nel corso degli anni.

Un futuro da riscrivere

La lettera di licenziamento, pur rappresentando un momento di incertezza, non segna la fine del percorso di Piera. La sua storia è un esempio di come le sfide, anche quelle più inaspettate, possano essere affrontate con dignità e determinazione. Il suo passato, fatto di duro lavoro nei campi e di una forte educazione familiare, le ha fornito gli strumenti per guardare avanti e reinventarsi. La sua capacità di mantenere la "postura" di fronte alle difficoltà, come fa con la lettera, suggerisce una volontà incrollabile di proseguire il proprio cammino, trovando nuove strade e nuove opportunità, anche di fronte a un licenziamento che arriva da un'istituzione che dovrebbe rappresentare tutela e sostegno.

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