Il Parassita Digitale: Come lo Smartphone Modella la Nostra Percezione

Pubblicato: 09/02/2026, 08:09:032 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Il Parassita Digitale: Come lo Smartphone Modella la Nostra Percezione

La psicologia cognitiva ci insegna che la nostra mente non si limita a registrare passivamente ciò che vediamo, ma tende ad espandere i confini dell'immagine percepita, arricchendola con proiezioni e interpretazioni. Questo fenomeno, noto come "espansione percettiva", gioca un ruolo cruciale nel modo in cui interagiamo con il mondo, specialmente nell'era digitale. Quando osserviamo una fotografia, ad esempio, la nostra mente non si ferma al mero inquadramento visivo, ma ricostruisce mentalmente il contesto circostante, evocando ricordi o stimolando l'immaginazione. Questo processo trasforma un'immagine statica in un'esperienza dinamica, capace di suscitare risposte emotive complesse.

L'Eco della Mancanza nella Rete Sociale

La costante esposizione a immagini, specialmente sui social media, può innescare un meccanismo psicologico di "eco della mancanza". La visione di fotografie che ritraggono eventi a cui non abbiamo partecipato può generare un senso di nostalgia o di esclusione, alimentando il desiderio di essere parte di quelle esperienze. Questo fenomeno è stato evidenziato in contesti accademici, come durante un seminario sulla disconnessione digitale presso l'Università di Torino, dove è emerso il racconto di individui che si svegliano quotidianamente con la sensazione di aver "perso qualcosa", di essere in un perenne inseguimento della "festa degli altri". L'atto di guardare fotografie diventa così non solo un'attività visiva, ma un sistema di proiezione del contesto sociale, che trasforma l'immagine in una fonte di desiderio per possibilità non realizzate.

La Competizione Digitale e l'Immagine di Sé

Questa dinamica si accentua quando le immagini diventano terreno di competizione sociale. Nel racconto "Pics" di Tony Tulathimutte, il personaggio di Alison osserva le fotografie della fidanzata di un amico, con cui desidererebbe intraprendere una relazione. Questa visione innesca in lei un impellente bisogno di competere, spingendola a comunicare un'immagine di sé che possa contrastare o superare quella percepita. Lo smartphone, in questo scenario, non è solo uno strumento di visualizzazione, ma un vero e proprio "parassita" che si insinua nella nostra percezione, alterando la nostra autostima e inducendoci a una costante comparazione sociale. La nostra identità digitale diventa così un campo di battaglia, dove le immagini sono le armi e la validazione sociale l'obiettivo finale.

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