La sfida contro il Genoa ha regalato al Napoli un’altra pagina nera in una stagione iniziata sotto i peggiori auspici. Scott McTominay, centrocampista arrivato dal Manchester United con grandi aspettative, è uscito dal campo al 45° minuto dopo aver accusato prima un trauma alla caviglia destra e successivamente un dolore al gluteo sinistro. Nonostante il gol realizzato nel primo tempo, il giocatore scozzese ha mostrato evidenti difficoltà motorie, costringendo lo staff medico a un intervento immediato. Gli accertamenti diagnostici delle prossime ore stabiliranno l’entità dei danni, ma l’episodio si inserisce in un trend allarmante: negli ultimi 12 mesi, il Napoli ha registrato il 30% in più di infortuni muscolari rispetto alla media delle altre squadre di Serie A. La dinamica ha lasciato perplessi gli osservatori: McTominay aveva superato i test pre-partita senza criticità. Secondo fonti interne, il giocatore avrebbe avvertito un primo fastidio dopo uno scontro al 18°, aggravato poi da un movimento improvviso prima dell’intervallo. Antonio Conte, già alle prese con altri assenti illustri, ha preferito non rischiare: «Scott è un pilastro del nostro progetto. Servirà prudenza, ha dichiarato in conferenza stampa.
Conte e il rebus centrocampo: Giovane chiamato in causa
La sostituzione di McTominay con il brasiliano Giovane – acquisto estivo dal Wolfsburg ancora poco utilizzato – rivela l’emergenza cronica nel settore centrale. Con Cajuste e Raspadori già in infermeria, Conte ha dovuto reinventare gli equilibri di centrocampo in corso d’opera, optando per un 3-5-2 più difensivo. Una scelta obbligata che però non ha evitato il pareggio (1-1) contro un Genoa aggressivo, lasciando il Napoli a soli 2 punti in 4 giornate. L’episodio riaccende i riflettori sulle strategie di mercato: McTominay (27 anni, costo 25 milioni) doveva essere il perno della transizione offensiva, ma finora il rendimento collettivo è stato discontinuo. «Stiamo pagando un adattamento tattico più lento del previsto, ammette l’analista Sky Sport Paolo Condò. Intanto Giovane, pur mostrando buona dinamicità, ha evidenziato lacune nella gestione del pallone: 6 passaggi sbagliati su 18 tentati nella ripresa.
Il Napoli tra crisi e speranze: la situazione infortuni
Quello di McTominay è il sesto infortunio in rosa dall’inizio della stagione, un dato che spinge la società a rivalutare i protocolli medici. Come confermato dal sito ufficiale del club, dal 2023 si sono verificati 47 casi di indisponibilità per problemi fisici, con una durata media di 22 giorni a infortunio. Un elemento destabilizzante per Conte, che nella conferenza pre-partita aveva sottolineato: «Serve stabilità per applicare il nostro calcio. Le prossime settimane saranno decisive: dopo Fiorentina e Udinese in campionato, arriverà il debutto in Champions League contro il Barcellona. Senza McTominay – la cui assenza potrebbe protrarsi da 2 a 4 settimane secondo le prime stime – il tecnico salentino dovrà accelerare l’integrazione di Hamed Junior Traorè, appena arrivato in prestito dal Bournemouth. Intanto, i tifosi chiedono risposte: il 70% degli intervistati da Il Mattino ritiene che la squadra non esprima ancora un’identità precisa. Rapporto Infortuni Napoli 2023/24 Sondaggio de Il Mattino La dirigenza, dal canto suo, sta lavorando a un duplice binario. Da un lato, il direttore sportivo Manna è al lavoro per valutare eventuali movimenti di mercato in vista della finestra invernale, con un occhio particolare ai mediani dato che anche il polacco Zielinski ha accusato un affaticamento muscolare durante l'ultima sessione di allenamento. Dall'altro, si intensificano i colloqui con l'istituto scientifico ISokinetics di Torino, specializzato in prevenzione e riabilitazione sportiva, per rivedere i protocolli di preparazione atletica. Non è un caso che nelle ultime tre stagioni il Napoli abbia perso complessivamente 1.023 giorni di giocatori per infortunio, quasi il
