"Le energie del mondo" (2025) del ricercatore Gianluca Ruggieri – docente di fisica tecnica ambientale all’Università dell’Insubria – affronta un paradosso contemporaneo: l’energia è il motore invisibile di ogni aspetto della vita moderna, eppure rimane un tema marginale nel dibattito pubblico, spesso confinato a discussioni su bollette o polarizzazioni sterili come quella sul nucleare. Il saggio, edito da Laterza, nasce per colmare questo vuoto cognitivo, smontando narrazioni superficiali e restituendo all’energia la sua centralità sistemica.
La Narrazione Superficiale dell'Energia
Ruggieri parte da un’analisi critica della comunicazione energetica, dominata da semplificazioni pericolose e strumentalizzazioni politiche. L’energia, spiega, viene ridotta a slogan o a numeri sui conti domestici, ignorandone la natura trasversale. Questo approccio frammentato ha creato una pericolosa disconnessione tra cittadini e sistema energetico, nonostante le sue ricadute quotidiane sul lavoro, sull’ambiente e persino sullo sviluppo tecnologico. L’autore ricostruisce come la mancanza di un’alfabetizzazione energetica di base abbia favorito soluzioni miracolistiche – dalle trivelle al nucleare di nuova generazione – distogliendo l’attenzione dalle sfide reali: efficienza, riduzione dei consumi e modelli di produzione distribuiti.
L’Elefante nelle Stanze Globali
Il libro disegna una mappa delle interdipendenze energetiche, mostrando come il tema attraversi ogni crisi contemporanea. Nella stanza climatica, Ruggieri ricorda che il 75% delle emissioni globali deriva dalla produzione e dal consumo di energia (IEA). In quella geopolitica, evidenzia il legame tra dipendenza dai combustibili fossili e conflitti, come dimostrato dalla crisi ucraina. Nell’economia, sottolinea il nesso tra prezzi dell’energia e inflazione, con effetti a cascata su povertà e disuguaglianze. Persino l’ascesa dell’intelligenza artificiale – spesso presentata come "dematerializzata" – nasconde un’impronta energetica colossale: i data center consumeranno il 4% dell’elettricità globale entro il 2030 (Nature).
Verso una Transizione Giusta
La proposta di Ruggieri non è tecnocratica ma politica: integrare innovazione tecnologica e giustizia sociale. Il ricercatore contesta l’idea che la transizione ecologica possa essere affidata solo a mega-impianti o a logiche di mercato. Serve invece un nuovo modello partecipativo, dove comunità locali gestiscano risorse rinnovabili, riducendo sprechi e vulnerabilità. Citando progetti europei di energy sharing, dimostra come democratizzare l’energia significhi anche renderla più resiliente. "Non esiste neutralità nelle scelte energetiche – conclude –: ogni kilowattora prodotto crea conseguenze ambientali, economiche e democratiche. Ignorarle è il primo passo verso il collasso". Università dell'Insubria IEA World Energy Outlook 2023 IPCC Sixth Assessment Report
