Attentato a Mosca contro vicecapo intelligence militare russa

Pubblicato: 06/02/2026, 12:10:003 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Attentato a Mosca contro vicecapo intelligence militare russa

L'agguato al generale Alekseyev

Nella tarda mattinata del 15 settembre, colpi d'arma da fuoco hanno ferito Vladimir Alekseyev, vice direttore del GRU (l'intelligence militare russa), all'interno di un palazzo residenziale sul viale Volokolamskoe a Mosca. Secondo il Comitato Investigativo Russo, l'attacco è avvenuto nell'area scale dell'edificio, dove un aggressore non identificato ha aperto il fuoco prima di fuggire. Alekseyev, generale di alto rango dello stato maggiore, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale clinico centrale del Ministero della Difesa in condizioni critiche ma stabili. Le autorità hanno avviato un procedimento penale per tentato omicidio e traffico illecito di armi, mentre squadre investigative analizzano le registrazioni delle telecamere di sicurezza e raccolgono testimonianze. L'episodio ha immediatamente sollevato interrogativi sulla sicurezza dei vertici militari russi. Il palazzo colpito si trova a soli 10 km dal Cremlino, in un'area considerata ad alta sorveglianza. Fonti di TASS confermano che Alekseyev ricopriva un ruolo chiave nelle operazioni del GRU, incluso il coordinamento di attività in Ucraina. Nonostante l'assenza di rivendicazioni, analisti politici interpellati da Kommersant ipotizzano un collegamento con il conflitto in corso, sottolineando come l'intelligence militare russa sia diventata un bersaglio prioritario per gruppi ostili.

Una serie inquietante di attacchi

Quello contro Alekseyev rappresenta l'ultimo di una lunga catena di aggressioni a figure legate all'apparato militare e di sicurezza russo. Solo nel 2023 si contano almeno sei episodi simili, tra cui l'esplosione che uccise la giornalista Darya Dugina nell'agosto 2022 e l'attentato al blogger militare Vladlen Tatarsky a San Pietroburgo nell'aprile scorso. Questi eventi rivelano un modello preoccupante: obiettivi selezionati vengono colpiti in luoghi pubblici o residenziali con metodi sempre più audaci, evidenziando falle nei protocolli di protezione. Esperti di sicurezza citati da Meduza evidenziano come la guerra in Ucraina abbia innescato una "guerra ombra" sul territorio russo, con sabotaggi e attacchi attribuiti sia a dissidenti interni che a forze straniere. Il GRU, in particolare, è sotto pressione dopo le pesanti perdite subite in operazioni speciali e i recenti scandali legati al gruppo Wagner. L'attacco ad Alekseyev potrebbe segnalare un'escalation nella strategia degli antagonisti del Cremlino, sempre più orientata a colpire simboli del potere militare nel cuore stesso della capitale.

Le indagini e le reazioni

Le autorità russe mantengono un riserbo insolito sulle dinamiche precise dell'attentato. Fonti anonime del Ministero degli Interni, citate da agenzie locali, parlano di un singolo attentatore che avrebbe atteso il generale nell'androne del palazzo. La scelta del luogo e del momento suggerisce una pianificazione accurata, alimentando sospetti su possibili complicità interne. Il silenzio ufficiale del Cremlino è stato rotto solo da un laconico comunicato del portavoce Dmitry Peskov: "Seguiamo con attenzione lo sviluppo delle indagini". L'episodio risuona come un campanello d'allarme per l'establishment russo, già scosso dalle rivolte del gruppo Wagner dello scorso giugno. Analisti internazionali osservano che la vulnerabilità dei vertici militari potrebbe accelerare riforme nell'apparato di sicurezza, mentre l'opposizione ucraina lascia trapelare sarcasmo sui social: "Mosca scopre di non essere un'isola sicura", ha twittato un consigliere del ministero della Difesa di Kyiv. Intanto, i medici continuano a monitorare le condizioni di Alekseyev, il cui destino resta incerto mentre le indagini proseguono senza arresti. TASS Kommersant Meduza

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