Chirurgia bariatrica: efficace ma temuta, il dilemma del peso perduto

Pubblicato: 06/02/2026, 13:45:163 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Chirurgia bariatrica: efficace ma temuta, il dilemma del peso perduto

L'efficacia dimostrata: numeri e meccanismi

Ogni anno in Italia oltre 30.000 persone scelgono la chirurgia bariatrica per contrastare l'obesità grave, ottenendo una riduzione media del 25-30% del peso corporeo. Un traguardo quasi irraggiungibile con i soli approcci conservativi, come conferma Giuseppe Marinari, primario di Chirurgia Bariatrica al Policlinico San Donato: "Dagli anni '80 a oggi la tecnica è diventata routine, ma i risultati restano straordinari: il 70% dei pazienti mantiene il peso perduto a 10 anni dall'intervento". Le procedure più comuni – sleeve gastrectomy e bypass gastrico – agiscono riducendo il volume dello stomaco e modificando l'assorbimento dei nutrienti. Tuttavia, l'efficacia non si limita alla restrizione meccanica. Studi recenti evidenziano come questi interventi alterino la produzione di ormoni intestinali (grelina e GLP-1), riducendo la sensazione di fame. "È un reset metabolico", precisa Marinari, "non una semplice diminuzione delle porzioni". I dati della Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità mostrano miglioramenti nel 90% dei casi di diabete di tipo 2 e ipertensione, con riduzioni fino al 40% della mortalità legata all'obesità.

Oltre il bisturi: il dialogo intestino-cervello

La vera rivoluzione scientifica riguarda l'asse intestino-cervello. La chirurgia bariatrica modifica la comunicazione tra questi due organi attraverso meccanismi neuroendocrini ancora in studio. "L'intestino non è un semplice tubo digerente", spiega Laura Soldati, ricercatrice in nutrizione clinica, "ma un organo endocrino che invia segnali al sistema nervoso centrale, influenzando sazietà e desiderio alimentare". Uno studio pubblicato su PubMed dimostra che i pazienti sviluppano un'avversione spontanea ai cibi ipercalorici dopo l'intervento, fenomeno legato a cambiamenti nel microbiota intestinale e nella produzione di acidi biliari. Queste trasformazioni spiegano perché il 65% dei soggetti riferisca un rapporto più sano con il cibo già a un anno dall'operazione, come registrato dall'Istituto Superiore di Sanità. Restano però criticità: il 30% manifesta carenze nutrizionali, richiedendo integrazioni vitaminiche permanenti.

Tra accettazione e timori: il percorso dei pazienti

Nonostante l'efficacia, il 68% dei candidati alla chirurgia bariatrica vive un conflitto emotivo, tra la speranza di guarigione e la paura dei rischi. "Molti arrivano da anni di diete fallite", racconta Marinari, "ma temono complicanze immediate (1-2% dei casi) o effetti collaterali a lungo termine". Il 20% sviluppa sintomi da dumping syndrome (nausea e vertigini post-pasto), mentre il 15% necessita di interventi correttivi. La preparazione psicologica è cruciale: "Operarsi significa accettare un nuovo corpo e una diversa relazione con il cibo", avverte Soldati. Sebbene l'80% dei pazienti riferisca un netto miglioramento della qualità di vita, il percorso post-operatorio richiede follow-up multidisciplinari per almeno 5 anni. Un impegno che spiega perché, nonostante i 600.000 italiani eleggibili per la chirurgia, solo il 5% vi ricorra effettivamente. Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità Istituto Superiore di Sanità National Library of Medicine

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