Una resurrezione inattesa

Pubblicato: 05/02/2026, 06:02:263 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Una resurrezione inattesa

Hilda Bustamante, 79 anni, muore e torna in vita senza spiegazioni. Questo è l’evento che scatena La seconda venuta di Hilda Bustamante (Sur), romanzo di Salomè Esper che mescola realismo magico e profondità emotiva. La protagonista, uscita dalla bara e rientrata nella sua quotidianità, diventa il fulcro di una serie di accadimenti straordinari: sciami di cavallette, campane che suonano a vuoto, vetri che esplodono. Ma l’opera sfugge agli stereotipi del soprannaturale: non è un’apocalisse né una storia di zombie. È piuttosto un viaggio nella tenerezza, dove il "miracolo" di Hilda agisce come catalizzatore di cambiamenti intimi e collettivi. La resurrezione, infatti, non genera panico bensì una reazione a catena di comprensione e solidarietà. Álvaro, compagno di una vita, Amelia, la nipotina adottiva, e le amiche della chiesa accolgono Hilda con commozione, riconoscendo in lei una forza trasformativa. L’autrice costruisce un microcosmo urbano dove l’insolito diventa occasione per riscoprire legami dimenticati e riparare ferite del passato.

L’eredità emotiva di un ritorno

Il romanzo esplora l’impatto di Hilda sulle persone attorno a lei con una scrittura che unisce delicatezza e precisione. La sua seconda vita non è una semplice seconda chance, ma un’opportunità per rivelare verità nascoste e sanare conflitti. Attraverso flashback e dialoghi serrati, Esper mostra come la protagonista modifichi il presente correggendo errori del passato: riconciliazioni familiari, gesti di perdono, piccole rivoluzioni silenziose. La forza del testo sta nell’equilibrio tra elementi fantastici e umanità tangibile. Le invasioni di cavallette o le campane impazzite non sono mere bizzarrie, ma metafore di un disordine interiore che Hilda aiuta a placare. La sua figura, descritta con sobria poesia, incarna un messaggio di gratitudine e resilienza: «Non era tornata per sé, ma per ricordare agli altri cosa significava vivere davvero, osserva una delle “ragazze” della parrocchia.

Salomè Esper e il realismo magico contemporaneo

Esper conferma qui la sua capacità di rinnovare generi letterari consolidati. Il suo realismo magico non evoca atmosfere latinoamericane, ma si radica in un contesto europeo contemporaneo, trasformando una cittadina anonima in un palcoscenico di prodigi domestici. La prosa è essenziale ma evocativa, con descrizioni che evitano il lirismo eccessivo per privilegiare l’immediatezza emotiva. Critici hanno notato somiglianze con le opere di Hiromi Kawakami per la capacità di fondere quotidianità e meraviglia (leggere.it). Tuttavia, Esper mantiene una voce originale, soprattutto nel tratteggiare personaggi anziani con una vitalità insolita. Hilda non è un’eroina, ma una donna imperfetta eppure straordinaria nella sua normalità rigenerata. Fonti: Sur Edizioni letteraturacontemporanea.eu

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