Berlinde de Bruyckere: l’esistenziale in mostra a San Gimignano

Pubblicato: 05/02/2026, 18:36:503 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Berlinde de Bruyckere: l’esistenziale in mostra a San Gimignano

Same old, Same old, la personale di Berlinde de Bruyckere alla Galleria Continua di San Gimignano (fino al 6 gennaio 2025), si presenta come un viaggio circolare attraverso tre decenni di ricerca artistica. L’artista belga, nata a Gand nel 1964, dispiega opere che indagano la fragilità corporea, la memoria e la resistenza umana, in un dialogo tra scultura e pittura. «Mi sento sia scultrice che pittrice, afferma de Bruyckere, sottolineando come la stratificazione materica delle sue opere – cera, tessuti, legno – derivi da un approccio quasi pittorico. La mostra, curata in collaborazione con lo scrittore J. M. Coetzee, include anche un volume monografico che approfondisce i temi chiave del suo percorso.

Trent'anni di ricerca esistenziale

L’esposizione funziona come una mappa concettuale dei motivi ricorrenti nell’opera di de Bruyckere: corpi ibridi, cavalli senza pelle, drappeggi che sembrano epidermidi liquefatte. Opere come Romeu, my deer (2000-2023) o It almost seemed a lily (2018) rivelano una costante ossessione per la vulnerabilità organica e la tensione tra vita e decomposizione. La scelta del titolo Same old, Same old ironizza sulla presunta ripetitività del suo lavoro, mentre in realtà ne evidenzia l’evoluzione sotterranea. Come spiega la curatrice Arabella Natalini, «qui non c’è linearità, ma una rielaborazione ciclica di simboli che si caricano di nuovi significati.

Il ritorno alla figurazione e gli Arcangeli pandemici

Dopo un decennio (2010-2020) dedicato a installazioni astratte e ambientali, de Bruyckere è tornata alla figurazione durante il lockdown. Nella solitudine forzata del suo studio, ha dato vita alla serie Arcangeli: sculture in cera e stoffa che ritraggono corpi androgini sospesi tra ferita e redenzione. Presentati per la prima volta nel progetto City of Refuge III alla Biennale di Venezia 2024, questi lavori nascono da un confronto con il Cristo morto di Giorgione e la pittura rinascimentale. «La pandemia mi ha costretto a un’introspezione radicale, racconta l’artista. «Gli Arcangeli sono creature liminari, testimoni di un’umanità che cerca riparo.

Dialoghi con l'arte italiana

Il legame con la tradizione artistica italiana emerge come un filo rosso. Se gli Arcangeli dialogano con Giorgione, altre opere esposte – come i disegni a inchiostro su vecchie pagine di spartiti – rivelano l’influenza di Lucas Cranach nel trattamento delle anatomie e nella tensione drammatica. La scelta di San Gimignano non è casuale: la città toscana, con la sua stratificazione storica, amplifica il carattere contemplativo delle opere. Galleria Continua conferma così la sua vocazione a far incontrare linguaggi contemporanei e contesti patrimoniali, creando cortocircuiti temporali che arricchiscono entrambi. Galleria Continua Exibart Artribune

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