Satnam, consulente Lovato: amputazione non fatale, ma politrauma

Pubblicato: 04/02/2026, 06:31:062 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Satnam, consulente Lovato: amputazione non fatale, ma politrauma

Il processo che vede Antonello Lovato imputato per omicidio volontario con dolo eventuale ha posto al centro dell'udienza odierna la questione cruciale: la vita di Satnam Singh sarebbe potuta essere salvata con un intervento tempestivo dei soccorsi? La risposta, emersa durante il dibattimento, divide gli esperti, con il consulente della difesa che contesta le conclusioni del medico legale di parte civile.

Dichiarazioni contrastanti sull'esito dell'intervento

Durante un'udienza precedente, il medico legale Cristina Setacci, consulente del pubblico ministero, aveva affermato con certezza che Satnam Singh sarebbe potuto sopravvivere. Secondo la Setacci, la causa del decesso fu uno shock emorragico, e un intervento di soccorso immediato avrebbe potuto garantire un esito terapeutico positivo, salvando la vita del consulente. Questa tesi è stata però fortemente contestata dal consulente della difesa, il professor Costantino Ciallella, medico legale dell'imputato. Ciallella ha dichiarato in aula che, al momento dell'arrivo dei soccorsi, Satnam Singh si trovava già in coma cerebrale, e che la causa primaria del decesso è da ricondursi a un politrauma, rendendo l'amputazione del braccio un problema secondario e marginale, forse enfatizzato per ragioni mediatiche.

La difesa punta sul politrauma come causa principale

Il professor Ciallella ha ribadito con fermezza la sua posizione nel corso del dibattimento, sottolineando come il politrauma fosse la condizione determinante per la sopravvivenza di Satnam Singh. Secondo la sua analisi, l'entità delle lesioni subite rendeva l'esito infausto inevitabile, indipendentemente dall'efficacia o dalla tempestività delle cure relative all'amputazione. La difesa di Antonello Lovato sembra quindi voler spostare l'attenzione dalla gestione dell'emergenza legata all'amputazione, che potrebbe essere interpretata come un errore o una negligenza, verso un quadro clinico preesistente e più grave, che avrebbe compromesso irrimediabilmente le possibilità di sopravvivenza del consulente, indipendentemente dalle azioni intraprese.

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