La spinta alla nazionalizzazione del voto
Donald Trump ha recentemente esortato i repubblicani a "nazionalizzare le elezioni", riproponendo teorie infondate sulle frodi elettorali del 2020. In un discorso carico di retorica cospirativa, l'ex presidente ha sostenuto che solo un controllo federale sui processi di voto potrebbe prevenire "furti elettorali" – nonostante le 60 sconfitte giudiziarie subite dal suo team legale dopo il 2020. La mossa rientra in una strategia organica: seminare dubbi sulla legittimità elettorale per giustificare modifiche legislative in stati chiave. Dal gennaio 2021, 19 stati a guida repubblicana hanno approvato leggi che restringono l'accesso al voto, spesso citando proprio le false accuse di Trump come motivazione.
Il caso Fulton e le indagini sull'elezione 2020
L'FBI ha perquisito l'ufficio elettorale della contea di Fulton (Georgia) il 10 agosto, sequestrando schede fisiche e registri delle macchine votroniche del 2020. L'indagine, aperta per presunta manipolazione di documenti ufficiali, riguarda direttamente le pressioni di Trump sul segretario di stato Brad Raffensperger per "trovare 11.780 voti". Fulton è il simbolo della "Grande Menzogna": qui Trump concentrò i suoi sforzi per ribaltare i risultati, sostenendo senza prove frodi nel conteggio delle schede a maggioranza afroamericana. L'irruzione conferma che le autorità federali stanno indagando su potenziali illeciti nell'operato dei suoi alleati locali.
Ripercussioni sul voto di midterm
Con le elezioni di novembre, Trump sta testando un duplice approccio: da un lato sostiene candidati repubblicani che negano i risultati del 2020 (291 in 48 stati secondo Washington Post), dall'altro promuove narrative preemptive per delegittimare eventuali sconfitte. In Arizona e Pennsylvania, stati decisivi per il Senato, i suoi candidati hanno già annunciato che riconosceranno solo esiti a loro favorevoli. Analisti del Brennan Center avvertono: questa campagna di disinformazione organizzata rischia di minare la fiducia istituzionale e preparare il terreno per contestazioni legali aggressive, con possibili crisi post-elettorali paragonabili all'assalto a Capitol Hill. The New York Times The Washington Post Brennan Center for Justice
