Samugheo celebra il Maimone: riti arcaici e maschere tradizionali

Pubblicato: 03/02/2026, 18:55:392 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
Condividi:
#maimone #samugheo #maschere #corteo #riti #sardegna #celebra #arcaici
Samugheo celebra il Maimone: riti arcaici e maschere tradizionali

Il Ruggito del Maimone: Tra Simbolismo e Fertilità

L’8 febbraio 2026, Samugheo, borgo del Mandrolisai, ospiterà “A Maimone”, uno dei carnevali più antichi e suggestivi della Sardegna. Cuore dell’evento sono i Mamutzones: figure enigmatiche coperte da pelli di capra e maschere lignee, che avanzano scuotendo pesanti campane legate alla schiena. Il loro corteo, accompagnato da ritmi ipnotici di tamburi e sonagli, rievoca riti propiziatori precristiani legati al ciclo agrario e alla fertilità della terra. Un linguaggio ancestrale, dove ogni movimento e suono simboleggia la lotta tra l’uomo, le forze naturali e il risveglio primaverile. Antropologi riconoscono in questa tradizione – tramandata oralmente per secoli – un patrimonio immateriale unico. Le maschere, realizzate artigianalmente con materiali locali, incarnano la fusione tra mondo umano e animale, tipica delle culture agro-pastorali sarde. Il nome “Maimone” deriva dal latino “majorem”, riferito alla grandezza del rito, ma per alcuni richiama il demone Maui-Maui, domato attraverso la performance collettiva.

Un Corteo che Unisce l’Isola: Ospiti e Tradizioni

Oltre ai Mamutzones, il corteo accoglie maschere tradizionali da tutta la Sardegna, creando un dialogo tra comunità. Boes e Merdules dalla Barbagia, Thurpos dall’Oristanese e altri gruppi folkloristici sfilano tra le vie del paese, trasformandolo in un museo vivente. Ogni rappresentazione conserva gesti, costumi e sonorità distintive, offrendo una panoramica della diversità culturale dell’isola. L’evento attira studiosi e turisti per il suo valore antropologico, ma anche per l’autenticità preservata. A differenza di altre feste modernizzate, “A Maimone” evita scenografie artificiose, puntando sulla potenza rituale. Gli organizzatori collaborano con associazioni locali per coinvolgere i giovani, garantendo la trasmissione di saperi quasi estinti.

Sapori e Comunità: La Festa Continua a Tavola

Al termine del corteo, la celebrazione si sposta nelle case e nei locali di Samugheo, dove l’ospitalità sarda si manifesta con degustazioni di prodotti tipici. Pecorino stagionato, pane carasau, arrosti di maialetto e vini del Mandrolisai diventano protagonisti, rinsaldando il legame tra rito e territorio. L’evento non è solo folklore: è un atto di resistenza culturale per un borgo di 3.000 abitanti, che attraverso il carnevale mantiene viva la propria identità. Come sottolinea il sindaco: “Qui la tradizione non si mostra, si vive”. Sardegna Turismo Comune di Samugheo

Commenti

Caricamento commenti…