La posizione delle istituzioni L’Asl Lanciano Vasto Chieti e la Garante regionale per l’Infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, hanno espresso una posizione unitaria sul caso della “famiglia del bosco”, sottolineando l’urgenza di garantire ai minori una stabilità affettiva attraverso il ricongiungimento familiare. La vicenda, balzata alle cronache per lo stile di vita isolato dei genitori e il successivo allontanamento dei sei figli, ha visto nelle ultime settimane un’accelerazione nelle valutazioni tecniche. “Il superiore interesse dei bambini passa per la protezione, la continuità dei legami e il rispetto della loro dignità”, ha dichiarato De Febis, citando i risultati preliminari dell’équipe sociosanitaria dell’Asl. Il documento sottolinea come i genitori, nonostante le criticità emerse, rappresentino “un valido riferimento emotivo” per i figli. La Garante ha quindi sollecitato la conclusione delle perizie in tempi brevi, auspicando un ritorno alla normalità familiare. La raccomandazione si basa sull’analisi delle interazioni genitori-figli, ritenute positive nonostante le condizioni di vita non convenzionali.
I fondamenti sociosanitari
La relazione dell’Asl, citata dalla Garante, evidenzia come la separazione dai genitori abbia acuito manifestazioni di disagio nei minori, rendendo prioritario il ripristino di una quotidianità condivisa. “La continuità affettiva è elemento fondamentale per il benessere psico-fisico”, si legge nel testo, che invita a coinvolgere attivamente la famiglia nei percorsi educativi e di socializzazione. Particolare attenzione è riservata all’adattamento dei bambini al contesto scolastico e alle relazioni con i coetanei, ambiti in cui i professionisti sanitari hanno riscontrato margini di miglioramento. Tuttavia, il rapporto sottolinea la capacità genitoriale di fornire sostegno emotivo, elemento che ha orientato le istituzioni verso una prospettiva di ricongiungimento. L’approccio multidisciplinare ha permesso di valutare non solo le criticità, ma anche le risorse della famiglia, evitando giudizi aprioristici sullo stile di vita scelto.
I tempi del ricongiungimento e il ruolo della scuola
De Febis ha ribadito la necessità di “celerità” nelle procedure, affinché i minori possano tornare in un ambiente familiare stabile senza ulteriori traumi. La complessità del caso richiede però verifiche conclusive sui requisiti educativi e sanitari. Parallelamente, le istituzioni lavorano per garantire il diritto all’istruzione, integrando i genitori nelle scelte didattiche. “La scuola deve essere un ponte, non un muro”, ha osservato la Garante, riferendosi alla necessità di personalizzare i percorsi formativi in base alle esigenze specifiche dei bambini. L’obiettivo è bilanciare il recupero degli apprendimenti con il rispetto delle relazioni familiari, evitando che la reintegrazione diventi un processo punitivo. La collaborazione tra servizi sociali, Asl e tribunali rimane cruciale per chiudere la vicenda entro l’estate. Garante Infanzia Abruzzo Il Centro
