Joel Relampagos punta sull'hockey queer
Joel Relampagos, produttore vincitore di un Emmy e CEO di North Star Content, ha annunciato l'avvio dei casting per un reality show dedicato a giocatori di hockey LGBTQ+. L'idea nasce dall'impatto culturale di Heated Rivalry, serie tv che ha portato sul piccolo schermo la relazione tra i giocatori Shane Hollander e Ilya Rozanov. "Vogliamo esplorare storie autentiche, senza filtri", ha dichiarato Relampagos a Variety, sottolineando come il format unirà competizione sportiva e narrazione personale. Le riprese inizieranno nel 2024, con partecipanti provenienti da ogni livello: dai campionati amatoriali alla NHL. Il produttore, già noto per The Biggest Loser su NBC, mira a creare un racconto corale che mostri le sfide quotidiane della comunità queer nello sport. "L'hockey ha ancora troppi tabù da infrangere", ha aggiunto durante un panel al GLAAD Media Awards. Il reality non sarà direttamente collegato alla serie originale, ma ne riprenderà lo spirito rivoluzionario, concentrandosi su dinamiche interpersonali e rappresentazione visibile. Un approccio che potrebbe aprire la strada a nuovi modelli di intrattenimento sportivo.
Il fenomeno Heated Rivalry come catalizzatore
Nonostante manchi un legame ufficiale con la serie prodotta da Crave e HBO Max, Relampagos ha ammesso che Heated Rivalry è stato "un punto di svolta nella rappresentazione queer nello sport". La storia di Hollander e Rozanov, tra rivalità in campo e tensione romantica, ha generato oltre 50 milioni di stream globali secondo i dati di Warner Bros. Discovery. Un successo che ha dimostrato la fame di contenuti LGBTQ+ nello sport professionistico, settore tradizionalmente conservatore. "Vedevamo fan chiedere a gran voce storie vere oltre la finzione", spiega il produttore, citando i forum online e le campagne social come #HockeyIsForEveryone. La scelta del reality come formato risponde all'esigenza di autenticità: niente copioni, ma vite reali tra spogliatoi, partite e momenti privati. Un esperimento rischioso in un panorama televisivo ancora poco inclusivo, ma sostenuto da studi Nielsen che indicano un +37% di richiesta per contenuti sportivi LGBTQ+ dal 2020.
Obiettivi e critiche del progetto
Il casting nazionale cerca almeno 8 protagonisti con profili diversificati per età, etnia e background agonistico. "Non vogliamo tokenism", precisa Relampagos, "ma un mosaico di esperienze". Tra i criteri di selezione: apertura nel discutere discriminazioni, coming out e bilanciamento tra vita sportiva e affettiva. Alcuni commentatori sollevano dubbi sull'eticità dell'esposizione mediatica, temendo spettacolarizzazione delle identità. La produzione replica garantendo controllo editoriale ai partecipanti e collaborando con GLAAD. Intanto, la National Hockey League ha espresso "cauto interesse" attraverso un portavoce, pur non essendo coinvolta nel progetto. Se riuscirà a conciliare intrattenimento e impegno sociale, il reality potrebbe diventare un caso studio per l'industria televisiva post-streaming. Variety GLAAD Official Blog Deadline
