L'offensiva notturna e il bilancio umanitario
Nella notte tra venerdì e sabato, la Russia ha scatenato un nuovo attacco massiccio contro l’Ucraina, impiegando 90 droni di tipo Shahed, Geran-2, Italmas e altri modelli, lanciati dalle regioni di Oryol, Bryansk, Kursk, Krasnodar e dall’oblast di Donetsk occupato. L’aeronautica militare ucraina ha annunciato l’abbattimento di 76 velivoli senza pilota, ma gli esplosivi penetranti hanno ugualmente causato vittime e distruzione. A Dnipro, nella regione centrale di Dnipropetrovsk, un drone ha colpito un’abitazione, uccidendo due civili e innescando un incendio che ha distrutto un edificio, danneggiandone altri due e un’automobile. Le autorità locali hanno identificato le vittime come un uomo e una donna, sottolineando come gli attacchi continuino a colpire obiettivi residenziali nonostante le dichiarazioni russe di mirare solo a infrastrutture militari. Dal febbraio 2022, la strategia del Cremlino ha incluso sistematici bombardamenti su città, reti energetiche e centri abitati, con l’obiettivo di logorare la resistenza ucraina.
Il quadro mensile: numeri record di bombardamenti
Il presidente Volodymyr Zelensky ha rivelato che nel solo gennaio 2024 l’Ucraina ha subito oltre 6.000 attacchi con droni, circa 5.500 bombe aeree guidate e 158 missili di vario tipo, lanciati dalle forze russe. "Praticamente tutto questo è diretto contro infrastrutture civili, case e persone comuni", ha dichiarato in un videomessaggio, denunciando l’intensificazione di una guerra ibrida che combina tecnologia low-cost e tattiche di terrorismo psicologico. I dati riflettono un’escalation senza precedenti: i droni, spesso prodotti in serie con componenti iraniani e cinesi, consentono alla Russia di saturare le difese ucraine a costi ridotti, mentre le bombe guidate KAB, sganciate dagli aerei Sukhoi, devastano il fronte orientale. Kyiv stima che il 70% degli ordigni venga intercettato, ma la sproporzione di risorse rischia di logorare i sistemi antiaerei occidentali forniti all’Ucraina, tra cui i Patriot e gli IRIS-T.
La risposta internazionale e le sfide strategiche
L’Ucraina ha urgente bisogno di rafforzare le difese aeree e ottenere maggiore supporto militare dai partner NATO, ma gli aiuti sono in ritardo. Gli Stati Uniti hanno bloccato un pacchetto da 60 miliardi di dollari a dicembre, mentre l’UE fatica a consegnare i promessi milioni di proiettili. Intanto, Mosca incrementa la produzione bellica, sfruttando collaborazioni con Corea del Nord e Iran. Analisti del Institute for the Study of War evidenziano che la Russia punta a sfiancare Kyiv prima che gli aiuti occidentali diventino operativi. Zelensky ha ribadito che senza un incremento immediato di munizioni e tecnologia, il 2024 potrebbe segnare un punto di svolta negativo. Intanto, l’ONU registra 10.000 civili uccisi dall’inizio dell’invasione, con numeri reali probabilmente più alti. Vatican News Presidenza Ucraina
