La protesta anti-Trump e la mobilitazione nazionale
Minneapolis è diventata il cuore pulsante di una vasta protesta contro l'amministrazione Trump, con migliaia di persone scese in strada per esprimere il proprio dissenso. La mobilitazione, definita un "national shutdown" in diverse città americane, ha visto una partecipazione massiccia nonostante il freddo pungente. I manifestanti, con cori come "Di chi sono le strade? Le Strade sono nostre", hanno marciato nel centro della città, denunciando in particolare le politiche sull'immigrazione che, secondo i promotori, avrebbero portato alla morte di due cittadini americani. La protesta ha assunto un carattere visivo forte anche grazie alle centinaia di persone che hanno seguito il corteo dai tunnel sopraelevati della Skyway, brandendo cartelli contro l'ICE (Immigration and Customs Enforcement).
Springsteen sul palco contro l'ICE
A sostegno della protesta, la leggenda della musica Bruce Springsteen ha fatto un'apparizione a sorpresa a Minneapolis, unendosi alle voci di dissenso contro le azioni dell'ICE. Il musicista si è esibito durante un evento di raccolta fondi per Renee Good e Alex Pretti, tenutosi nel celebre locale First Avenue. La notizia di una sua possibile partecipazione era già nell'aria, alimentando l'attesa e l'energia del pubblico presente. Springsteen, con un messaggio inequivocabile inciso sulla sua chitarra, "Arrest The President", ha presentato il suo nuovo brano "Streets of Minneapolis", un inno che risuona con lo spirito della manifestazione. L'evento ha visto anche il rilascio di Don Lemon, ex giornalista della CNN, a seguito di una decisione di un giudice di Los Angeles.
