Bilancio delle perdite russe dopo due anni di conflitto

Pubblicato: 31/01/2026, 09:47:553 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Bilancio delle perdite russe dopo due anni di conflitto

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine ha diffuso il 31 gennaio un aggiornamento drammatico sulle perdite russe: 1.239.590 militari eliminati dall’inizio dell’invasione su larga scala il 24 febbraio 2022. Il dato giornaliero registra 880 nuove vittime, confermando una tendenza costante nonostante i recenti tentativi di avanzata russa nella regione di Avdiivka. Oltre alle perdite umane, Kiev stima la distruzione di 11.619 carri armati, 23.977 veicoli blindati e 36.768 sistemi d’artiglieria, numeri che riflettono l’intensità degli scontri lungo l’intero fronte. L’inventario delle perdite include anche mezzi tecnologici e infrastrutture critiche: 119.928 droni abbattuti o catturati, 435 aerei e 347 elicotteri distrutti, oltre a 28 navi militari e due sottomarini nel Mar Nero. Questi numeri, seppur non verificabili indipendentemente in tempo reale, suggeriscono uno sforzo logistico insostenibile per Mosca, costretta a sostituire equipaggiamenti obsoleti con riserve sovietiche o produzioni recenti limitate dalle sanzioni.

Impatto strategico e capacità operative

Analisti dell’Institute for the Study of War (ISW) sottolineano come le perdite russe superino di 4 volte i caduti sovietici nella guerra in Afghanistan (1979-1989), con implicazioni demografiche ed economiche già visibili. La mobilitazione parziale del 2022 e il reclutamento di prigionieri hanno tamponato le carenze di personale, ma fonti aperte segnalano unità composte da coscritti non addestrati e veterani esausti. La distruzione di oltre il 50% dei carri armati moderni T-90 obbliga Mosca a schierare modelli antiquati come i T-62, vulnerabili ai sistemi anticarro occidentali. La superiorità ucraina nel contrasto ai droni (oltre 1.200 sistemi antiaerei distrutti) e la recente acquisizione di F-16 potrebbero ulteriormente alterare gli equilibri. Tuttavia, il fronte rimane statico da mesi, con Russia che punta su logoramento attraverso attacchi missilistici sulle infrastrutture civili. Fonti NATO stimano che Mosca mantenga ancora il 75% delle forze terrestri iniziali, ma con capacità offensive ridotte del 60% rispetto al 2022.

Controversie e verifiche indipendenti

Il Ministero della Difesa russo contesta regolarmente i dati ucraini, definendoli "propaganda", ma non fornisce statistiche ufficiali dal settembre 2022, quando parlò di 6.000 caduti. Progetti indipendenti come Mediazona, basandosi su necrologi verificati, contano 53.000 morti accertati tra i soldati russi, cifra comunque inferiore alla realtà effettiva. L’intelligence britannica stima perdite russe tra 290.000 e 350.000, includendo feriti irreversibili e dispersi. Il divario tra le fonti nasce da metodologie diverse: Kiev include tutte le categorie di vittime (mercenari Wagner, separatisti, mobilitati), mentre gli osservatori occidentali applicano criteri più restrittivi. Resta emblematico il dato sui droni: gli 119.928 abbattuti equivalgono a 164 al giorno, confermando l’uso massiccio di questi mezzi come alternativa all’artiglieria tradizionale, la cui munizione scarseggia in entrambi gli schieramenti. Stato Maggiore ucraino Mediazona Institute for the Study of War

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