La genesi di una fake news
Una presunta screenshot di un articolo di Newsweek ha iniziato a circolare sui social nelle ultime ore, sostenendo che il finanziere George Soros stia pagando i cittadini statunitensi per evitare la visione di "Melania", film biografico sulla ex First Lady uscito in questi giorni. La cattura schermo, priva di riferimenti temporali o autoriali, è stata condivisa da account complottisti come prova di un "piano orchestrato" contro l'opera. L'immagine mostra un titolo sensazionalistico e un testo generico, senza link verificabili né corrispondenza con l’effettivo stile giornalistico del magazine. Newsweek non ha mai pubblicato alcun contenuto del genere. L’unico articolo recente che cita Soros risale al settembre 2025, dove si riportano critiche del filantropo agli attacchi politici di Donald Trump. Nessuna menzione del film o di presunti finanziamenti a boicottatori. La redazione ha confermato a FactCheck.org che si tratta di un clamoroso falso digitale.
Fact-checking: la realtà oltre lo screenshot
Un’analisi mirata dell’archivio online di Newsweek smentisce categoricamente la narrazione complottista. Utilizzando parole chiave come "Soros", "Melania Trump" e "film", emergono solo tre articoli negli ultimi sei mesi: uno sulla disputa legale tra Trump e Soros (agosto 2025), uno sulle donazioni del finanziere a organizzazioni per i diritti umani (luglio 2025) e il già citato pezzo di settembre. Nessuno contiene riferimenti al film o a campagne di disincentivazione. La falsa screenshot sfrutta probabilmente il clima polarizzato creato dalle recenti proteste seguite alle morti di Renee Good e Alex Pretti, eventi che hanno distratto l’attenzione pubblica dall’uscita del film. Come evidenziato da Snopes, portale specializzato in debunking, questa fake news rientra in un pattern ricorrente: attribuire a Soros attività occulte per spiegare fenomeni socio-culturali senza basi fattuali.
Il contesto reale delle basse prevendite
"Melania", prodotto con un budget stimato di 40 milioni di dollari, sta registrando prevendite inferiori alle attese secondo i dati di Box Office Pro. Gli analisti attribuiscono il risultato deludente a due fattori chiave: la natura agiografica del lungometraggio, giudicato poco critico dalla stampa specializzata, e il timing sfavorevole dell’uscita, coincisa con manifestazioni di piazza per le morti violente di due attivisti. Il film, incentrato sulla vita della First Lady prima e durante la Casa Bianca, non ha beneficiato del sostegno dell’ex presidente Trump, impegnato nella campagna elettorale. Come riportato da Variety, la mancanza di un endorsement esplicito ha limitato la visibilità presso il pubblico conservatore, mentre quello progressista lo ha ampiamente ignorato per mancanza di appeal narrativo. Newsweek FactCheck.org Snopes
