I ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno formalmente approvato l'inserimento dei Pasdaran, il corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, nella lista delle organizzazioni terroristiche. La decisione, attesa da mesi da oppositori del regime e dalla diaspora iraniana in Europa, segna una svolta storica nella politica estera comunitaria verso Teheran. L’ok politico dei 27 è arrivato durante il Consiglio Affari Esteri del 22 gennaio, dopo un dibattito avviato in mattinata e concluso con ampio consenso. Fonti diplomatiche precisano che la designazione è diretta conseguenza del ruolo attivo dei Pasdaran nella repressione delle proteste scoppiate in Iran dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, nonché del loro sostegno a gruppi armati in Medio Oriente. L’Ue aveva già imposto sanzioni individuali a membri del corpo nel 2022, ma questa è la prima volta che l’intera organizzazione viene classificata come terroristica.
La posizione dell'Alta rappresentante Kallas
"La repressione non può restare senza risposta", ha dichiarato su X l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, annunciando la decisione. "Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina". Kallas ha sottolineato come la designazione sia un "passo decisivo" per condannare le violazioni sistematiche dei diritti umani, inclusi arresti arbitrari, torture ed esecuzioni sommarie documentate durante le rivolte. La mossa arriva dopo pressioni di Paesi come Germania e Francia, inizialmente cauti per timori di escalation diplomatica, ma poi allineati alla richiesta del Parlamento Europeo (risoluzione del gennaio 2023). Teheran ha già minacciato "conseguenze legittime e proporzionate", definendo l’atto un "regalo ai terroristi" – riferimento esplicito ai gruppi anti-regime sostenuti dall’Occidente.
Sanzioni estese a funzionari e entità
Oltre ai Pasdaran, il Consiglio Ue ha imposto misure restrittive (congelamento beni e divieti di visto) contro altre 15 personalità e 6 entità iraniane. Tra questi spicca Eskandar Momeni, capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale e ministro dell’Interno, ritenuto direttamente responsabile della pianificazione della repressione. Le sanzioni colpiscono anche unità delle forze di sicurezza, prigioni e fondazioni legate ai Pasdaran coinvolte nel finanziamento di milizie estere. Le nuove misure, spiega una nota ufficiale, mirano a penalizzare "gravi violazioni dei diritti umani" legate alla soppressione delle proteste pacifiche, con particolare attenzione alla persecuzione di donne e minoranze etniche. L’Ue ribadisce però che le sanzioni non pregiudicano gli accordi sul nucleare (JCPOA), sebbene i negoziati restino bloccati dal 2022. Ansa Consiglio Europeo X di Kaja Kallas
