La decisione del Comitato per la sicurezza
Il prefetto della Spezia, Andrea Cantadori, ha autorizzato l’utilizzo di metal detector portatili negli istituti scolastici cittadini, su richiesta del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La misura, approvata durante una riunione in prefettura alla presenza del Questore, mira a intensificare i controlli antifurto all’esterno delle scuole, "qualora le circostanze lo richiedano a fini di sicurezza". La decisione arriva due settimane dopo l’omicidio di Abanoub Youssef, 17enne egiziano accoltellato il 9 maggio da un coetaneo, Zouhair Atif, nei pressi dell’Istituto Einaudi-Chiodo. Le indagini hanno rivelato che l’arma del delitto era stata occultata dall’aggressore prima dell’assalto. Il Comitato ha sottolineato che i dispositivi saranno gestiti dalle forze dell’ordine in collaborazione con il personale scolastico, senza trasformare le scuole in "zone militarizzate". L’obiettivo è prevenire l’ingresso di oggetti pericolosi, garantendo al contempo la regolarità delle attività didattiche. Un primo test è atteso già nelle prossime settimane presso l’Einaudi-Chiodo, coinvolto direttamente nella tragedia.
Le richieste delle istituzioni scolastiche
La scelta del prefetto fa seguito a un appello congiunto della direzione scolastica ligure – guidata da Antimo Ponticiello – e della dirigente dell’Einaudi-Chiodo, Gessica Caniparoli, che avevano sollecitato interventi strutturali dopo l’omicidio Youssef. Durante l’incontro in prefettura, è emersa la necessità di bilanciare sicurezza e quotidianità: "Non vogliamo barriere, ma presidi dinamici", ha spiegato Giulia Crocco, direttrice dell’Ufficio scolastico provinciale. Oltre ai metal detector, verranno potenziati i pattugliamenti nelle aree ad alta criticità e avviati progetti educativi sul contrasto alla violenza giovanile. La preside Caniparoli ha evidenziato come l’istituto stia lavorando a un piano di mediazione culturale, considerato il background migratorio di molte famiglie coinvolte. Intanto, la comunità egiziana della Spezia ha organizzato una marcia silenziosa in memoria di Abanoub, chiedendo "giustizia e prevenzione, non solo repressione".
Prossimi passi e dibattito pubblico
La prefettura valuterà l’efficacia dei metal detector entro tre mesi, prima di estenderli ad altri istituti. Tuttavia, la misura ha acceso un dibattito sulla privacy degli studenti e sull’effettiva capacità di intercettare minacce. Alcuni genitori, intervistati da media locali, temono stigmatizzazioni, mentre l’Unione degli Studenti Liguri chiede "investimenti su psicologi e mediatori, non solo su dispositivi". Parallelamente, prosegue l’iter giudiziario per Zouhair Atif, attualmente in carcere con l’accusa di omicidio volontario. Gli investigatori stanno verificando possibili tensioni pregresse tra autore e vittima, incluso un episodio di bullismo denunciato informalmente a gennaio. Il Secolo XIX Liguria Notizie Comune della Spezia
