Venerdì 26 gennaio, la semifinale degli Australian Open tra Jannik Sinner e Novak Djokovic sarà trasmessa in diretta gratuita su Nove, canale free del gruppo Warner Bros Discovery (WBD). La decisione, anticipata da fonti de La Gazzetta dello Sport, rappresenta una svolta rispetto alla strategia adottata finora dal broadcaster, che aveva riservato l’intero torneo alle piattaforme a pagamento (Eurosport, Dazn, Discovery+, Timvision, Hbo Max).
La scelta autonoma di Warner Bros Discovery
Warner Bros Discovery, titolare dei diritti televisivi degli Australian Open e del Roland Garros in Italia, ha optato volontariamente per l’apertura alla libera visione, nonostante nessun obbligo normativo immediato. La semifinale, infatti, rientra tra gli eventi di rilevanza nazionale inseriti nella nuova lista del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma la prescrizione diventerà operativa solo alla scadenza degli attuali contratti. La scelta riflette quindi una valutazione strategica: valorizzare un match ad alto impatto mediatico, con Sinner primo italiano in semifinale a Melbourne dopo 24 anni, e ampliare la visibilità del brand Nove. Il gruppo ha sfruttato la flessibilità concessa dal quadro legislativo, anticipando di fatto l’adattamento alle future regole. Una mossa che potrebbe influenzare anche le trattative per il rinnovo dei diritti degli Slam, con Wimbledon già in esclusiva Sky e gli US Open trasmessi in chiaro da SuperTennis.
Impatto sul pubblico e scenario futuro
La trasmissione in chiaro della semifinale garantirà accessibilità senza precedenti alla sfida tra Sinner, reduce dalla vittoria contro Rublev, e Djokovic, campione in carica e deciso a conquistare l’undicesimo titolo a Melbourne. Per il pubblico italiano, è un’occasione storica: mai prima d’ora un match così decisivo di uno Slam con un protagonista azzurro era stato offerto free-to-air. L’operazione potrebbe segnare un precedente per le prossime edizioni, spingendo altri broadcaster a bilanciare offerta premium e contenuti gratuiti. Intanto, Sinner cerca l’impresa contro il numero uno del mondo: un test non solo sportivo, ma anche mediatico, per valutare l’audience del tennis in chiaro in Italia. La Gazzetta dello Sport, Australian Open, Discovery Italia
