Nel corso dell'anno 2026, si previderà un totale uguale a 160 uccisioni di lupi in Italia. Questa quota non significa che saranno tutti abbattuti, ma è l'impegno massimo autorizzato per contenere gli effetti della specie. È possibile già prima del 2026, ma ora, dopo la decisione rapida dell'Entourage di Berna e il riconoscimento dall'Unione Europea, si presenta sotto una nuova luce. Il numero dei potenziali uccisi deriva dalla soglia conservativa della sostenibilità del prelievo stabilita in Italia al 5%, su un'ipotesi di popolazione stimata tra i 3.300 e i 3.500 esemplari.
Questo numero è più che il 21% deciso dalla Francia, al netto del bracconaggio. Nel 2025, si registrarono solo quattro richieste di uccisione di lupi considerate problematiche, delle quali due vennero effettivamente abbattute. Questa quota varia da regione a regione e provincia autonomica. Si va dai 2 della Provincia di Bolzano e della Lombardia ai 22 della Toscana, passando per i 16 del Piemonte, i 15 dell'Emilia-Romagna e del Lazio.
Questi limiti sono oggetto di dibattito da parte di un gruppo misto composto dallo Stato e dalle Regioni, che deve dare un parere sul schema del decreto MASE "Definizione del tasso massimo dei prelievi della specie Canis lupus". Questo schema è essenziale per stabilire i limiti ufficiali di caccia consentiti in Italia. Questo numero non rappresenta una semplice decisione casuale. La soglia di 5% di conservazione del prelievo è stata stabilita dopo la decisione rapida dell'Entourage di Berna, che ha introdotto un sistema più rigoroso per l'autorizzazione delle catture.
Questo approccio mira a proteggere le popolazioni naturali dei lupi, evitando che siano estirpate in totale. La decisione del 2026 si presenta come una risposta alle pressioni di caccia crescenti e alla crescita della popolazione umana nelle aree residenziali e agricole. Tuttavia, essa richiede un'attenzione costante per monitorare i cambiamenti nella popolazione dei lupi e per valutare se le quote attuali siano sufficienti a garantire la sostenibilità della specie. Inoltre, il dibattito su queste quote non si limita alle regioni.
Il gruppo misto Stato-Regioni che fornisce l'opinione finale dovrebbe tenere conto delle specificità di ciascuna area e dei bisogni locali per garantire una distribuzione equa e rispettosa della quota tra le diverse aree territoriali. Tale decisione rappresenta un passaggio significativo nella gestione degli animali selvatici in Italia, mostrando come il concetto di "conservazione" deve essere sempre più connesso alla responsabilità ambientale e all'equilibrio naturale.
Fonte originale Nel 2026 in Italia si potranno uccidere 160 lupi. Non significa che saranno tutti abbattuti, ma questa è la quota massima di abbattimenti che si potra...
