In un articolo pubblicato nel 2018, si è rivolta all'onore delle cronache social per riscrivere la notizia del sequestro e omicidio a Ravenna. Il testo originale riportava in modo distorto una scritta sul video che circolava sui social media. La scritta diceva: "Ravenna, 25enne sequestra, tortura e uccide una 78enne; il Giudice lo assolve". Il testo vero e proprio del video, comunque, era stato registrato nel corso di un sequestro avvenuto il 16 settembre 2017 a Ravenna.
La vittima, Alma Matulli, una donna di 78 anni, veniva per l'appunto scippata da uno straniero che le sottraeva una collana dal collo. La povera vittima cadde a terra dopo essere stata colpita alla testa dall'aggressore. Quattro mesi più tardi, Alma Matulli morì a causa della ferita subita. Il video in questione non era un vero e proprio filmato di uno sequestro e tortura, ma una semplice lettura di un articolo giudiziario.
In effetti, la sentenza assolutiva pronunciata dal Giudice risaliva al 25 ottobre 2018. Ciò che si era diffuso sui social media era stata un'interpretazione errata e distorta della realtà. Il testo in sovraimpressione non corrispondeva affatto alla storia vera, ma creava una falsa impressione di crimine e tortura. La morte di Alma Matulli era dovuta al sequestro, ovvero all'aggressione subita dalla vittima.
Tuttavia, il Giudice aveva assolto il responsabile del fatto, basandosi su un'interpretazione dell'accusa che non corrispondeva alla verità. La questione si poneva: se fosse stato assolto un individuo per un crimine che non era commesso, sarebbe stata la giustizia a essere distorta? O il vero significato della sentenza doveva essere interpretato in modo diverso? In effetti, la legge italiana prevede che si possa assumere l'assoluzione se non ci sono prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza di un individuo.
In questo caso, il Giudice aveva raggiunto una decisione basandosi su una versione degli eventi diversa da quella realmente avvenuta. Questo episodio rivela l'importanza della correzione e dell'integrità delle informazioni diffusede sui social media. Le false notizie possono facilmente influenzare la percezione pubblica, creando un'immagine distorta di eventi veri e propri. La trasmissione di informazioni corrette è quindi fondamentale per mantenere una visione accurata delle cose.
Inoltre, il caso dimostra l'esistenza di potenti influenze che possono manipolare i dati e le testimonianze, creando un'immagine distorta dei fatti. Questo richiede una vigilanza costante nei confronti della veridicità delle notizie diffuse e la necessità di consultare fonti affidabili per ottenere informazioni precise. In conclusione, il caso del sequestro a Ravenna ha evidenziato come l'uso errato dei social media può portare a false interpretazioni degli eventi veri. La trasmissione di informazioni corrette e la verifica delle fonti sono quindi fondamentali per mantenere una visione accurata della realtà.
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